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Lo svedese conquista il suo primo successo assoluto nel mondiale nella gara di esordio in WRC1, dominando praticamente dall’inizio alla fine. Nell’ultima giornata prestazione capolavoro di Matteo Fontana che, con la piccola Ford Fiesta Rally3, si toglie la soddisfazione di segnare per ben due volte il miglior tempo assoluto sulle innevatissime speciali dell’entroterra monegasco

Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura la Ford Fiesta Rally 3 di Matteo Fontana-Alessandro Arnaboldi nella mattinata di domenica)

 

 

Monte-Carlo (Principato di Monaco), 26 gennaio – Chi ben comincia è a metà dell’opera. Lo sa bene Oliver Solberg, vincitore del 94° Rallye Montecarlo assieme all’inglese Elliot Edmondson che, ha cominciato segnando il secondo tempo assoluto con la Toyota GR Yaris Rally1 nella prova di apertura Toudon-Saint Antonin pagando appena 5”6 secondi dopo 21,9 km al suo compagno di squadra, Elfyn Evans, ma lasciando dietro l’osservato speciale Sébastien Ogier, che per tutta la gara non riuscirà a sovrastare il giovane pilota svedese.

 

Alla fine Solberg-Edmondson lasciano a 51”8 la seconda Toyota di Elfyn Evans-Scott Martin e a 2’02”2 Sébastien Ogier-Vincent Landais, per poi aspettare 5’59”3 per veder arrivare la prima Hyundai i20, quella di Adrien Fourmaux-Alexandre Coria. Il pilota svedese si presenta la via dell’ultima giornata con poco meno di un minuto (esattamente 59”3) su Evans e 71,90 km da per correre nel doppio passaggio sulle prove Col de Braus-La Cabanette e La Bollène-Vésubie/Moulinet che prevede lo scollinamento sul mitico Turini. Solberg dimostra non solo di aver capacità velocistiche e tattiche, ma anche nervi di acciaio dimostrandolo compiutamente nel primo passaggio sul Col de Braus quando il pilota della Toyota scatta al verde con il parabrezza della sua Yaris rotto. Undicesimo tempo assoluto (la prova la vince Matteo Fontana) pagando 31”2 al giovane comasco, ma quello che conta in modo particolare è che il suo principale avversario, Elfyn Evans, recupera solo 9”5; anche nella prova successiva, La Bollène-Vésubie, Solberg ha i suoi problemi, un testacoda con relativo contatto in frenata che lo costringe a fare retromarcia, ma ancora una volta la sua sesta piazza non è così negativa (e ancora una volta Fontana vince la prova) visto che Evans gli recupera appena altri 8”8, rimanendo a 42” in classifica assoluta, dando un pizzico di tranquillità a Solberg. E quello è il momento decisivo della gara.

 

Nel secondo passaggio sulle due prove speciali finali, Solberg stacca due volte il secondo tempo assoluto, nonostante una toccata a un guard-rail  al Col de Braus facendo meglio di Evans sulla PS 16 e arrivandogli immediatamente dietro sulla La Bollène-Vésubie finale. Ovviamente questo primo successo in un rally mondiale rende il pilota svedese piuttosto confuso all’arrivo, non rendendosi ancora perfettamente conto di quanto ha realizzato. Ma gli basterà poco tempo a prendere piena coscienza della sua impresa.

 

Le altre due posizioni sul podio le hanno conquistate Elfyn Evans-Scott Martin con la seconda Toyota, che forse si è illuso nelle prime due prove della giornata di recuperare qualcosa a Solberg (in realtà i 17” recuperati non gli davano speranze nemmeno in proiezione) per poi mettere tutte le illusioni nel cassetto nel secondo passaggio sul Col de Braus quando, non gommato giusto, ha staccato la decima prestazione perdendo definitivamente terreno da Solberg. Gli rimane solo la soddisfazione di aver vinto la Power Stage La Bollène-Vésubie finale, che gli dà un’iniezione di punti e la speranza di poter lottare per quel mondiale che finora gli è sfuggito. Non è stato un Monte-Carlo all’altezza delle sue attese e della sua classe quello di Sébastein Ogier e Vincent Landais, terzi al traguardo con quella che doveva essere la Toyota #1, primato documentato dal numero 1 sulle portiere, ed ha finito per essere la Toyota #3 che vince appena quattro prove speciali e anche nella giornata di domenica inizia con un imbarazzante 16° tempo nel primo passaggio sul Col de Braus quando commenta che non riusciva nemmeno a salire, forse per colpa delle gomme che ha apostrofato come gomme di **** nel corso della gara. E lo ha detto dopo PS2. Da grande campione Ogier sul palco fa i complimenti a Solberg e dice che sarà divertente lottare con lui per la conquista del suo ennesimo campionato.

 

Dopo l’invincibile armata Toyota (tre vetture sul podio e Takamoto Katsuta settimo), il compito di guidare la squadra Hyundai è calato sulle spalle di Adrien Fourmaux-Alexandre Coria che stanno praticamente davanti al caposquadra Neuville per buona parte della gara a cominciare dalla prima giornata e per continuare a guidare la squadra coreana dall’ultima prova del secondo giorno fino al podio monegasco. Nell’ultima giornata Fourmaux recupera 40” a Solberg, ma partendo con un ritardo di 4’30” è poca cosa. È comunque il più efficace dei protagonisti del mondiale essendo quinto e più veloce di WRC1 a Col de Braus-1 ancora quinto e secondo di WRC1 a La Bollène, vincendo il Braus del secondo giro e chiudendo con un quarto tempo nella Power Stage quando i tre Toyota si scatenano. Nell’ultima tappa Thierry Neuville-Martijn Wyadaeghe perdono altri tre muniti da Solberg, ma mantengono la quinta piazza assoluta, grazie al ritiro dei loro più vicini inseguitori Jon Armstrong-Shane Byrne. L’equipaggio belga di Hyundai non convince nel corso dell’ultima giornata e colpisce pure un marciapiede di cemento a inizio La Bollène-1 fora una gomma, la cambia e perde tre minuti. Nonostante ciò, mantiene la quinta piazza assoluta e resiste in classifica nonostante il testacoda nella ripetizione della speciale. Gli irlandesi Jong Armstrong-Shane Byrne mancano il sesto posto con la Ford Puma, un risultato di grande prestigio nella gara del loro esordio nel WRC e su una Rally 1. Peccato per loro che nel corso del secondo sul Col de Braus escano di strada, mandando in fumo un sogno che si stava realizzando, consegnando così la sesta piazza a Léo Rossel-Guillaume Mercoiret, che sono anche i migliori di WRC2.

 

Léo Rossel-Guillaume Mercoiret, Citroën C3 Rally2 sono gli assoluti dominatori della categoria  WRC2, non solo perché segnano il miglior tempo di classe in cinque delle 17 prove speciali, restando in zona posizione podio in altre cinque ma, soprattutto, perché sono quelli che commettono meno errori o forse hanno l’auto migliore, “Grazie al team per l’ottimo lavoro” sottolinea Léo Rossel a fine gara dopo aver condotto le danze dalla prima prova della seconda tappa sino alla fine. Rossel parte per l’ultima giornata con un vantaggio di 1’27”9 sul secondo classificato WRC2, Roberto Daprà-Luca Guglielmetti, vantaggio che permette al francese di disputare con attenzione le ultime quattro prove speciali, riuscendo comunque ad allungare ulteriormente sulla Škoda Fabia RS dell’italiano, che, dopo un avvio di giornata difficile, mantiene la concentrazione e tiene il passo sufficiente a mantenergli la seconda piazza WRC2 migliorando dalla decima all’ottava posizione assoluta. In terza posizione di WRC2 concludono i francesi Arthur Pelamourgues-Bastien Pouget, noni assoluti con la loro Hyundai i20 Rally2 che salgono sul podio con un sorpasso proprio all’ultima speciale grazie al tempo alto di Eric Camilli-Thibault de la Haye che proprio a La Bollène finale, perdono due posizioni nella classifica di categoria.

 

Sesta posizione di WRC2 per la prima delle due Lancia Ypsilon HF Rally2 di Nikolay Gryazin-Konstantin Alexandrov che partono vincendo la prima prova, poi colpiscono un albero nella successiva, e picchiano nuovamente sulla prova 12, La Bréole, rompendo una sospensione perdendo definitivamente la seconda posizione di categoria e soffrendo nelle fasi centrali della gara. Parte male l’altro equipaggio della Lancia Ypsilon HF Rally2 Yohan Rossel-Arnaud Durand che sbattono nella prima prova speciale dovendo ripartire nella seconda tappa con il Super Rally. Nella seconda tappa vincono una prova speciale, ma è nella terza che accelerano siglando due volte il miglior tempo, una volta il secondo e solo l’11° nel Circuito di Monaco. È nell’ultima che compiono il loro capolavoro vincendo tutte le quattro prove di WRC3 staccando addirittura il secondo tempo assoluto nelle innevatissime prime due, chiudendo alla fine 18esimi assoluti e noni di WRC2.