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Arianna Genaro: facendo la navigatrice, ho realizzato il sogno di mio padre

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La navigatrice del Ponente Ligure si prepara ad affrontare la sua 71esima gara in carriera all’Elba. Grandissima appassionata fin da piccola, grazie alla vicinanza del papà, meccanico da corsa, ha cominciato a correre quando il suo percorso universitario era ben avviato e la prospettiva di lavoro vicina. Dopo due anni di attività (2007 e 2008),  la nascita dei figli l’ha tenuta lontana dalle prove speciali per quasi quindici anni, ma dal giorno del suo ritorno l’impegno e la presenza è stata massima. Appassionata di enduro, guida la sua KTM 390 sia su asfalto che negli sterrati, non ha idoli rallistici, ma solo grande stima per chi la può aiutare a crescere sul sedile di destra, né sogni pindarici. La gara più bella è la prossima. Quindi il Rallye Elba.

 

Testo di Tommaso M. Valinotti; Foto archivio Magnano / Sport News Immagini. Nella foto di apertura Arianna Genaro con il suo pilota Mauro Porzia sul palco del Rallye Sanremo 2025

 

RANZO (IM),  15 marzo 2026 – Donde nasce la passione? Esistono intere biblioteche che raccontano come la passione sia ereditaria, altrettante che sia generata dall’ambiente. Il grande musicista Nino Rota raccontava che i suoi nonni si erano conosciuti al conservatorio (genetica); mentre altri, seguaci dell’etologia di Konrad Lorenz, dicono di essersi indirizzati verso una determinata disciplina conquistati dall’ambiente di appartenenza.

 

Arianna Genaro non ha di questi problemi, avendo un padre grande appassionato di rally, uno dei pilastri dell’Imperia Corse degli anni d’oro e vivendo a Ranzo, paese al fondo della Valle Arroscia attraversata nel tempo dalle prove del Sanremo Mondiale (e non solo da quelle) per lei diventa quasi naturale che il rombo dei motori faccia il suo corso. Miscelando questi due elementi esplosivi Arianna Genaro si è trovata a percorrere quella strada obbligata (dalla sua stessa essenza) verso il mondo delle corse. “Mio padre Gianmario lavorava in un’officina dove preparavano le macchine da corsa e spesso mi portava con lui a provare le vetture in un tempo in  chiudere una strada e farci qualche passaggio a manetta non era una cosa insolita”. A ciò si aggiunga la sua collaborazione volontaria con Imperia Corse a fianco del padre ed ecco che la miscela esplosiva è pronta, con l’unione di genetica e ambiente. Però l’ingresso in prova speciale arriva relativamente tardi, rispetto a quelle che erano le premesse; perché prima bisogna studiare, conquistare una laurea e cercare un buon posto di lavoro, che offra solide basi per potersi pagare gli sfizi della passione rallistica. Perciò l’esordio avviene solo nel 2007 al Rally della Pietra di Bagnolo dettando le note a Marco Vecchio sulla Peugeot 106 Rallye di Classe A5. “In quell’epoca le Peugeot 106 nelle versioni N2 ed A5 costituivano numericamente la spina dorsale dei rally e ti trovavi in classe a combattere con un a dozzina di equipaggi, molti dei quali andavano fortissimo”. L’esordio di Arianna è positivo, quinta di Classe A5. “Non avevo fatto corsi, non avevo esperienza e mi sono ritrovata in macchina con un orologino di poco conto e la paura folle di sbagliare a timbrare ai Controlli Orari. Ma l’esperienza è servita e per la gara successiva ho subito comprato due cronometri professionali, che mi hanno permesso di affrontare i tavolini con più serenità”. Va ancora meglio nelle altre tre gare successive della stagione nella quale sale per ben tre volte sul terzo gradino del podio di categoria, sempre con Marco Vecchio.

 

Nel 2008 la navigatrice della Valle Arroscia allarga i suoi orizzonti, ampliando il numero delle gare che diventano sei, venendo richiesta da nuovi piloti e gareggiando in gare di maggior livello. “Mio padre era amico di Adelchi Capriotti e di sua moglie Valeria Rossi che dirigevano una scuderia ad Albenga (la Dagda Sport) ed editavano un periodico rallistico, Rally&Slalom, allora unica alternativa al monopolio di TuttoRally”. Adelchi si impegna moltissimo a trovare ad Arianna nuovi “ingaggi”, ed eccola in quella stagione sedere a fianco ancora di Marco Vecchio, ma anche di due portacolori di Dagda Sport, quali gli ingauni (o albenganesi, chiamateli come volete) Gino Vincenzi e Mauro Scotto. “Gino Vincenzi era un fenomeno per passione ed esuberanza e correva con qualsiasi mezzo avesse a disposizione” e così coinvolge Arianna in un’avventura quale la partecipazione a Rally Legend, la kermesse del rallismo storico che già attirava attenzione e curiosità da parte di appassionati provenienti da mezza Europa. “Allora, per iscriversi al Legend, era necessario disporre di una vettura veramente storica e Gino trovò una Fiat 500 Giannini con i sedili in vimini, come le poltroncine da giardino. Non dico la meraviglia che suscitava quella macchina. Tutti guardavano dentro l’abitacolo e ci subissavano di domande”. Sebbene la 500 Giannini non possieda una ricca storicità rallistica (in pista ha ben altro blasone), l’equipaggio del Ponente Ligure se la cava nel miglior modo e vede il traguardo anche in onorevole posizione nonostante fosse la più piccola macchina del lotto partenti. Anche la seconda gara con Gino Vincenzi dà soddisfazioni ad Arianna, visto che appena due settimane dopo la trasferta romagnola conquista con Vincenzi il suo primo successo di Classe (FA0) alla Ronde Città di Albenga su A112 Abarth, nonostante lo scatenato pilota metta la Scorpioncina un paio di volte su due ruote “ma siamo sempre atterrati dalla parte giusta” ci tiene a precisare Arianna. Più tormentato il sodalizio con Mauro Scotto, con cui ha da subito un ottimo rapporto; però, alla loro prima gara insieme, il Rallye Sanremo di fine settembre 2008 (gara valida per l’IRC, una serie che si disputava nei principali paesi europei) escono di strada con la loro Punto S1600 in un tornante del Passo Teglia picchiando duro contro la roccia lato navigatrice ed Arianna viene tirata fuori dalla vettura estraendola dall’abitacolo attraverso il finestrino da alcuni spettatori che la agguantano per le spalline della tuta. Che la botta non abbia lasciato strascichi è evidente dal fatto che a fine novembre Mauro Scotto-Ariana Genaro, riparata la Punto, si ripresentano puntualmente al via del Rally Valli del Bormida che concludono felicemente in 33esima posizione assoluta. “Mio padre mi seguiva con passione, ha sempre avuto la valigetta pronta per affrontare al mio fianco le mie trasferte rallistiche”. Nonostante tutto viaggi a gonfie vele, la carriera rallista di Arianna Genaro ha uno stop. “Sono i motivi che si indicano come impegni di famiglia” afferma la navigatrice imperiese “e la nascita di tre figli sono un gran bell’impegno” sottolinea appendendo casco e tuta al chiodo, passando così quattordici lunghi anni lontano dalle gare.

 

Il ritorno avviene in modo quasi fortuito nel tardo autunno del 2022. “Un amico, Flavio Guidi, mi chiama e mi dice che un suo conoscente deve correre la Ronde Valli Imperiesi con il figlio che però ha cambiato idea e non vuol saperne di salire in macchina. Se non corri tu, Marco Girimondi (il pilota) butta via tutto, iscrizione, preparazione della macchina e quant’altro” la implora l’amico. “Faccio rapidamente la licenza, ma ero sprovvista di tuta e casco e non avevo tempo di recuperarli. Ho corso con quelli di Federico, il figlio di Marco, un ragazzone atletico di stazza importante, ma alla fine siamo riusciti a partire”. Purtroppo non a finire perché la rottura del differenziale scaglia la Renault Megane contro la montagna, sempre dal lato navigatore. Sebbene la stagione stia finendo la passione è tornata a incendiare Arianna, che prima di San Silvestro disputa altre tre gare con il podio di Classe A0 al Fettunta sulla Seicento di Luca De Testa, una delle due gare su terra della stagione, fondo che la navigatrice imperiese ama moltissimo.

 

E da quel momento il rullo di tamburi di Arianna Genaro non si ferma più con addirittura 14 gare nel 2023, conquistando un bel 18° assoluto, seconda di Classe N2 con la Peugeot 106 Rallye di Roberto Gandolfo al Rally delle Palme. Il 2024 vede Arianna Genaro centrare un bell’obbiettivo conquistando l’accesso alla Finale Nazionale al Lanterna di Genova vincendo la Zona3 assieme a Mauro Alberti con la Renault Clio Williams. “Purtroppo non ho potuto partecipare a quella gara, perché coincidente con il Giro dei Monti Savonesi Storico per il quale ero stata opzionata dall’imperiese Davide Ramoino”. Una grande bella soddisfazione arriva nella scorsa annata, il 2025, con la vittoria a fianco di Mauro Porzia della categoria Expert nel Trofeo Lancia. “Siamo stati i più continui nell’arco della stagione, anche se non eravamo fra i favoriti. Direi che il successo non è arrivato per le gare vinte ma dal miracolo compiuto da Antonio Rotrella e Andrea Castagna di Scacco Matto che sono riusciti a riparare la nostra Ypsilon finita in un fosso durante la prima tappa del Rally Roma Capitale”. La gara capitolina, infatti, prevedeva due classifiche separate per la Serie della Lancia e lavorando tutta la notte fino alle cinque del mattino i meccanici canavesani hanno permesso a Porzia-Genaro di ripartire per la seconda tappa che hanno felicemente concluso e festeggiare sul podio del Rallye Sanremo il prestigioso successo.

 

Chiusa la stagione 2025 l’annata di Arianna Genaro è ripartita per quella attuale quando c’era ancora la neve a terra, partecipando alla Ronde della Val Merula nella quale ha conquistato il podio di Classe A0 sulla Seicento di Franco Picconi, risultato ripetuto alla Ronde del Canavese con la Seicento di Paolo Domenico Cima. È stata meno fortunata nelle due gare storiche nelle quali è stata costretta al ritiro a fianco di Carlo Panesi (Lancia Fulvia HF) e Carlo Falcone (Subaru Impreza). “I miei programmi 2026 prevedono le quattro uscite nell’IRC a fianco di Serena Manca, nel Trofeo femminile dove ci confronteremo a partire dall’Elba del prossimo fine settimana con altri equipaggi rosa tutti gommati Pirelli a bordo delle Clio Rally5. Con Mauro Porzia invece partiremo dal Rally il Grappolo con la Clio Rally3 per dare la caccia alla qualificazione in Zona2 e poter disputare la Finale Nazionale di Lucca”; mentre, ovviamente non  si lascerà sfuggire le alte occasioni per dettare le note.

 

Volati veloci come una prova speciale i vent’anni anni di attività, che l’hanno vista disputare 70 gare, conquistando tredici vittorie di classe, Arianna Genaro riflette sul significato di questo ventennio agonistico e lancia uno sguardo verso il futuro. “I rally mi hanno dato moltissimo e permesso di realizzare il sogno di correre di mio padre che non ha mai potuto confrontarsi in una prova speciale. Di questa lunga avventura ne traggo un giudizio estremamente positivo perché, per carattere, faccio emergere da ogni esperienza il meglio vissuto, purché si affronti ogni situazione con il massimo dell’impegno e della serietà. Poi si vince o si perde; i rally alla partenza sono sempre un’incognita, ma l’importante è prepararli e affrontarli nel migliore dei modi”. Guardando al futuro Arianna Genaro vorrebbe correre qualche gara con i kart, oppure disputare un campionato europeo rally storici su una vettura top come una Porsche, mentre non sogna il passaggio al volante. “Voglio costantemente migliorare e spazi di miglioramento ce ne sono ancora. Per questo faccio corsi e chiedo continuamente consigli a navigatori molto esperti quali Roberto Aresca e Simone Scattolin, ma sono attenta a tutto ciò che mi può dare possibilità di crescita. Devo ancora migliorare e quello è il mio obiettivo”. Nonostante non ambisca a trasferirsi sul sedile di sinistra e prendere il volante in mano, Arianna è ben decisa a condurre i suoi mezzi motoristici. “Ho una KTM 390 da enduro che mi permette di essere in otto minuti da casa mia in ufficio in banca” con la quale scorrazza sugli sterrati affascinanti dell’entroterra del Ponente Ligure e, quando ha qualche giorno di libertà, anche in Costa Azzurra; oltre a impegnarsi per mantenere il fisico in forma con la mountain-bike assieme ai tre figli (scalati fra i tredici e i sedici anni) che però non la seguono nella sua passione rallistica essendo indirizzati verso l’equitazione, il calcio, la moto e il più piccolino verso i kart. Le grandi soddisfazioni hanno anche il loro rovescio della medaglia. “Per ottenere i permessi per partecipare alle gare ho rinunciato alla carriera in banca, alla possibilità del part-time per poter così gestire secondo le mie esigenze il piano-ferie che mi permetta di pianificare la stagione”.

 

E nella pianificazione 2026 l’avventura con Serena Manca nell’IRC ha un ruolo importante. “È la seconda volta che corro con una pilota donna. La prima è stata lo scorso anno con Carola Parodi al Rally di Salsomaggiore Terme con una piccola Suzuki Swift Hybrid, classificandoci onorevolmente. Con Serena, affronteremo all’Elba una grande sfida in un rally che ne lei, né io conosciamo affrontandolo per la prima volta. Ma sono certa che sarà la più bella gara della mia carriera. Come non ho idoli fra piloti e navigatori, ma solo persone che stimo molto, non ho una gara preferita. Anzi, la mia gara preferita è quella che sta per arrivare. Perciò, in questo momento, la mia gara preferita è il Rallye Elba 2026”.