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Elio Magnano diventa maggiorenne al 23° Rally Italia Sardegna

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Ventunesima partecipazione per il reporter cuneese, che si prepara ad affrontare la sua seconda sfida iridata stagionale, dopo il Monte-Carlo di gennaio. Testo di Tommaso M. Valinotti; nella foto di apertura: il pinnettu del Monte Lerno. Foto archivio Magnano / Sport News Immagini.

 

REVELLO/ALGHERO,  2 settembre 2026 – Non veniteci a contestare che da ormai mezzo secolo in Italia la maggiore età si raggiunge al compimento del diciottesimo anno. Rallisticamente parlando, soprattutto per un fotografo di lungo corso come Elio Magnano, la ventunesima presenza alla stessa gara iridata, prestigiosa come il Rally Italia Sardegna, è un traguardo che vale la pena di festeggiare.

 

Se consideriamo che di Rally Italia Sardegna ne ho persi solo due, mi sembra di meritare la medaglia di fedelissimo della gara iridata sarda”. In effetti il tabellino presenza in terra sarda di Elio Magnano fa invidia a gran parte degli appassionati di rally. “Ho perso la prima edizione del Rally Italia Sardegna, nonostante avessi iniziato la mia attività di fotografo da anni ed avessi già fotografato molte gare del mondiale a partire dal Sanremo e Monte-Carlo. Ma il 2004 fu un anno difficile a livello personale e, in quel momento, i miei pensieri erano distantissimi dalla trasferta sarda” ricorda Elio Magnano. Che, però, già nel 2005 porta le sue Nikon sugli sterrati sardi per iniziare un matrimonio che dura ancora oggi. “Tornato dal Sardegna 2004, mio fratello Guido me ne parlò con tale entusiasmo che mi convinse ad effettuare la trasferta l’anno successivo”.

 

In quel periodo Elio Magnano viveva a Bagnolo, località a pochi chilometri da Saluzzo, uno dei santuari nazionali del rallismo, paese in cui la locale scuderia Bagnolo Corse era impegnata attivamente su più fronti, collaborando all’organizzazione del Rally della Pietra di Bagnolo cui partecipavano numerosi equipaggi iscritti alla scuderia. E quando non correvano i bagnolesi seguivano da spettatori i più importanti rally a livello nazionale. “Mio fratello e suoi amici di Bagnolo erano arrivati in Sardegna alcuni giorni prima della gara, per cominciare la festa in anticipo. Io invece presi il traghetto e arrivai a Olbia il 27 aprile, il mercoledì prima della gara. Al porto trovai ad aspettarmi tutta la banda dei bagnolesi che avevano già organizzato la mia trasferta nei minimi particolari. Non dovevo preoccuparmi di nulla. Solo scattare foto di grande impatto da inviare al mensile per cui lavoravo”.

 

Elio Magnano trovò ad accoglierlo la casa affittata a Berchidda da condividere con il gruppo bagnolese, vicinissima alle prove speciali. “Non ebbi nemmeno la necessità di fare le ricognizioni, visto che nei giorni precedenti loro avevano già solcato le prove all’interno del parco. Ovviamente si erano divertiti come bambini affrontando i salti (un classico della gara sarda) come i piloti del mondiale. La Peugeot 208 di mio fratello al ritorno dalla Sardegna era ridotta molto male”. E finalmente comincia la gara. “Il ricordo maggiore di quella esperienza è il caldo patito che probabilmente ha eguagliato quello che abbiamo sofferto nell’estate non ancora terminata. Ricordo che usciti dalla classica speciale del Monte Lerno, trovammo sulla strada dei contadini che con un idrante innaffiavano le macchine degli spettatori per ridurre la temperatura nell’abitacolo diventato un vero forno. Fu un vero sollievo”.  

 

Elio Magnano nelle sue preferenze non evidenzia un’edizione in modo particolare. “Tutte le edizione del Sardegna sono state fantastiche, è impossibile redigere una classifica. È una gara che gode della bellezza del territorio, non solo nel parco forestale, ma anche nella regione in cui si svolge. La terra delle prove speciali è fantastica, e gli spettatori italiani, orfani delle prove toscane del Sanremo, hanno il palato fine riguardo alle prove sulla terra. Le speciali sono fantastiche, spettacolari, perfette nel fondo curato certosinamente dalla forestale che gestisce i parchi. Poi si degradano, con il passare delle vetture, ma sono un’esperienza incredibile sia per chi è nell’abitacolo, sia per chi segue il rally a bordo strada”. Su un altro punto a favore del Sardegna Elio Magnano non ha dubbi. “L’ospitalità della gente. Capita spesso di essere invitati dai locali che abitano vicino alle prove speciali che stanno arrostendo il porceddu. L’invito a sedersi a tavola è perentorio e un bicchiere di cannonau accompagna sempre il pasto”.

 

Un ricordo che ancora oggi fa sorridere Elio Magnano è accaduto al termine dell’edizione del 2012. Il Sardegna è sempre stato una gara tardo primaverile. Nel 2012, alla sua nona edizione, la gara si spostò oltre la metà di ottobre. “Finita la gara avevo la domenica libera. Mi dissi: ‘Sono in Costa Smeralda, uno dei  luoghi che ha la maggior concentrazione di VIP al mondo  e così mi sedetti in un bar della celebre Piazzetta di Porto Cervo, in quel momento deserta visto che la stagione turistica era terminata. Mi concessi un cappuccino accompagnato dalle seadas, il tipico dolce sardo a base di semola, formaggio pecorino e miele. Una prelibatezza”. Elio Magnano sostiene di aver dimenticato il costo della colazione “salato come fossimo a ferragosto”, ma è un ricordo anche quello. E ne è valsa la pena.

 

Passando al lato agonistico Elio Magnano non ha dubbi sul fatto che i Re del Sardegna siano i due Sébastien che insieme hanno conquistato nove vittorie: cinque per Ogier e quattro per Loeb. “È stato soprattutto il pilota di Gap ad impressionarmi. Non solo per le cinque vittorie assolute, ma per quello che ha fatto quando non aveva una top car, in particolare nel 2012 quando vinse la classe S2000 con la Škoda Fabia, superando il compagno di squadra Andreas Mikkelsen, assoluti dominatori della categoria. Si capiva che Ogier era un campione e l’anno successivo la Volkswagen lo promosse nella categoria maggiore e in Svezia colse la sua prima vittoria iridata. Un vero predestinato”.

 

Mentre mancano quattro settimane al grande evento iridato della Sardegna, Elio Magnano ha già pronte valigie e zaini per macchine fotografiche ed accessori. E si prepara a rivere l’atmosfera sarda non solo del rally, ma anche del contorno, come magari una passeggiata sulla spiaggia dalla sabbia dorata della Gallura, una foto ricordo in un Pinnettu (la tipica costruzione nelle campagne della zona) sul Monte Lerno o magari concedersi un cappuccino con seadas nella Piazzetta di Porto Cervo. Visto che siamo tornati ad ottobre e la stagione turistica ….