Mattia Perosino, nato in officina, cresciuto su un’auto da corsa
Di solito guida vetture che hanno vent’anni più di lui e la fa volare nelle zone eteree della classifica assoluta. Il giovane pilota del Roero, che sa andare fortissimo anche con le auto moderne, racconta la sua carriera e la sua aspirazione di correre il Monte-Carlo. Con una storica, però
Testo di Tommaso M. Valinotti; Foto archivio Magnano / Sport News Immagini. Nella foto di apertura da sinistra a destra Claudio e Alessia Binello, Mattia e Luca Perosino
SAN DAMIANO D’ASTI (AT), 29 marzo 2026 – La scelta è fra stare dentro la vettura da corsa, o mettere idealmente la testa dentro il cofano. Mattia Perosino, figlio d’arte e anche nipote d’arte, nel mondo delle auto da corsa c’è nato e cresciuto. Il papà Luca è un noto preparatore di vetture storiche da corsa, nonché pilota di alto livello con officina a Ceresole d’Alba, porta del Roero in provincia di Cuneo; nonna Caterina è stata per anni al timone del CLAMS (Circolo delle Langhe Auto e Moto Storiche), club di appassionati che per anni ha avuto il suo focus proprio nell’officina dei Perosino a Ceresole.
“Con questi presupposti è difficile dire quando mi sono avvicinato al mondo dei motori. Sono nato in officina visto che la mia vita girava su un triangolo i cui vertici erano casa, scuola … e officina” riflette il non ancora 24enne pilota/preparatore del Roero. Ha invece ben chiaro quando ha stretto per la prima volta un volante da corsa, ovvero a quattro anni, quando papà Luca lo ha fatto sedere su un kart, disputando negli anni seguenti qualche gara a livello amatoriale. “Nell’adolescenza il mito è il calcio e come tutti i ragazzini mi sono ritrovato a rincorrere il pallone in una squadretta, senza però raggiungere significativi risultati. Ero un esterno, ma non facevo furore”. Perso per strada l’erede di Maradona o chi per esso, Mattia Peorosino verso i quindici anni si avvicina al mondo dei kart cross, specialità che frequenta ancora oggi, visto che nel 2025 ha disputato un paio di gare nel campionato europeo.
Ma l’attrazione sono le macchine da rally, visto che il cortile dell’officina ne è pieno. E l’esordio arriva nel 2021 con una muscolosa Renault Clio Williams di Classe A7 affiancato da Federico Verna. “Federico, appassionatissimo di rally, praticamente viveva in officina da noi e affiancava mio padre Luca in quelle rare occasioni in cui papà non era impegnato nell’assistenza clienti e riusciva a correre”. La gara di esordio è il Santo Stefano Belbo 2021 e la fortuna non è favorevole al giovane pilota. “Ci ritirammo per noie meccaniche e lo stesso accadde nelle due gare successive sempre per problemi meccanici. Particolarmente sfortunata fu la gara di esordio quando ci dovemmo arrendere a tre chilometri dalla fine dell’ultima prova per rottura del semiasse, quando stavo decisamente prendendo confidenza con il mezzo, risalendo la classifica e cominciando a lottare per la classifica Under 25”.
Si dice che la fortuna sia cieca, probabilmente è anche femmina. La quarta gara Mattia Perosino la disputa al Rally Città di Torino nel 2022 su una Clio Rally5 affiancato dalla navigatrice dell’altra sponda del Tanaro, la langarola Alessia Binello. “Come per la prima volta che mi sono seduto al volante, non è possibile dire quando ho incontrato per la prima volta Alessia. Probabilmente ero in fasce”. All’inizio del terzo millennio, infatti, la famiglia Perosino e la famiglia Binello si frequentano e papa Luca è navigato in gara da papà Claudio (il loro cavallo di battaglia è una Seat Ibiza Gruppo A). Questa volta la fortuna è benevola con Mattia o, semplicemente, la sfiga guarda da un’altra parte e Mattia Perosino-Alessia Binello conquistano la Classe Rally5, mettendosi dietro altri tre avversari ben più esperti, e l’Under 25 dettando legge in tutte le prove speciali disputate. Da allora a oggi Mattia e Alessia hanno affrontato tredici gare insieme delle venti disputate da Mattia (Alessia è a quota 47)
Dopo i due figli del Tanaro sono pronti al grande salto che arriva nel mese di novembre alla chierese Grande Corsa quando Mattia Perosino-Alessia Binello si schierano al via con una BMW M3, una vettura che arriva a sfiorare i 280 cavalli con solo due ruote motrici e, per di più, posteriori. I due ragazzini, quarantuno anni in due, si presentano nel migliore dei modi (anche se probabilmente gli avversari non la pensano così) visto che nella prima prova della giornata, Moncucco-1, mettono in riga tutti gli avversari. E che il loro non sia un fuoco di paglia lo dimostra il fatto che anche nelle successive prove viaggiano costantemente su tempi da podio, visto che concludono la prima tornata sulle prove speciali terzi assoluti a soli 5” dalla vetta tenuta da un pilota del calibro e dell’esperienza di Matteo Musti (quattro volte campione italiano assoluto rally storici, per intenderci). Peccato che la foga nella ripetizione della Moncucco li porti a stringere troppo una curva, incocciare in un antitaglio e finire lì la loro gara. “Una gara in cui mi sono divertito un mondo, e mi sono goduto la classifica che ci ha visti là, in alto in alto, finché non ci siamo ritirati”.
Il 2023 vede Mattia Perosino impegnarsi maggiormente sulle prove speciali, facendosi affiancare da vari navigatori, come Alessia Tesio, un paio di volte nuovamente gareggia con Federico Verna (con cui vede il traguardo nelle uniche due gare che riesce a finire, centrando anche una vittoria Under 25 al Rally Lana) Luca Pieri e, in fine stagione, nuovamente con Alessia Binello con la quale rimedia due ritiri a Rally Legend e la Grande Corsa.
Il 2024 è la grande annata di Perosino-Binello anche se disputano solo tre gare e nella prima nemmeno riescono a partire. Ma al Monti Savonesi di metà novembre sono secondi assoluti, vincendo due prove speciali e rimanendo in testa alla graduatoria sino a inizio ultima prova quando pagano due minuti di ritardo in ingresso C.O. (venti secondi penalità) e, soprattutto, in speciale incappano in un testacoda che fa perdere loro altri 25” e la possibilità di successo; la riscossa arriva alla Grande Corsa di due settimane dopo quando con la Delta non lasciano il minimo spazio agli avversari imponendosi in tutte le prove speciali, lasciando il più veloce degli avversari a poco meno di due minuti.
Il 2025 vede Mattia Perosino impegnato in sole quattro gare, tutte con Alessia Binello, per tre quarti storiche con l’esordio all’estero al Rally Costa Brava di inizio stagione nel quale deve fermarsi per un problema meccanico alla sua BMW M3, dopo la seconda prova speciale dopo aver segnato un ottimo quinto tempo sulla prova di apertura, risultando il migliore degli italiani (per la cronaca il vincitore della gara è stato Jari-Matti Latvala, un pilota che ha calcato le prove del mondiale). Il rally spagnolo è seguito poi in ottobre al quarto assoluto al Sanremo Rally Storico con la Renault Clio 16V gara in cui Perosino-Binello sono stati preceduti unicamente da vetture quali Subaru, Porsche e BMW, imponendosi nella categoria Fino a 2000 e primeggiando fra gli Under 40.
Il 2026 porta Mattia Perosino e Alessia Binello a tornare in Costa Brava con la Clio 16V, rendendosi protagonisti di una grande prestazione nelle condizioni proibitive che hanno caratterizzato la gara con pioggia e nebbia che rendevano nulla la visibilità in prove speciale e richiedevano un grande affiatamento nell’abitacolo e una perfetta stesura delle note in ricognizione. Ancora una volta l’avvio è al fulmicotone con il secondo tempo assoluto nella prima e unica prova della prima tappa, che consente all’equipaggio cuneese di presentarsi al via della seconda tappa subito dietro al solito Jari-Matti Latvala che vincerà la gara con la Toyota Celica Turbo 4×4. “E sì, è stata una gran bella soddisfazione entrare in speciale dietro a un mito dei rally come Latvala. Peccato che poi nel corso della gara io abbia commesso un errore che ha vanificato tutto”. L’errore è arrivato nel corso dell’undicesima delle tredici speciali quando Perosino-Binello hanno sfiorato un guardrail incappando in uno spuntone che ha danneggiato la vettura costringendoli al ritiro.
Si sono consolati due settimane dopo all’8° Rally Santo Stefano Belbo; all’esordio con la Škoda Fabia di Riccardo Miele, altro amico di famiglia, hanno conquistato un’ottima quarta piazza assoluta, dopo una gara che li ha visti crescere prova dopo prova, iniziando con il decimo tempo assoluto della San Carlo di prima mattina fino agli ottimi terzi tempi nei due passaggi della Santo Stefano. “Il risultato è quello giusto e rispecchia la nostra prestazione” commenta ancora Mattia Perosino che per il 2026 auspica di poter finire la Coppa Rally di Zona con le vetture moderne e disputare qualche gara storica importante con la BMW M3, sempre con Alessia a fianco. “Le storiche sono la mia passione. Hanno un fascino incredibile e sono auto da corsa che trasmettono sensazioni ben diverse dalle auto moderne, che mi attraggono di meno, anche se hanno prestazioni fantastiche, come la Fabia che ho guidato a Santo Stefano dieci giorni fa”.
Forse è proprio per questo motivo che il suo sogno nel cassetto di Mattia Perosino è disputare un rally storico importante, con un vero mostro come la Peugeot 306 Maxi che ha fatto faville nelle mani di François Delecour e Gilles Panizzi, senza dimenticare Renato Travaglia in Italia. “Magari in un Rallye Montecarlo senza neve” afferma convinto. “Ma il Montecarlo Historique è una gara di regolarità, certamente durissima e impegnativa, ma non è un rallye”. “Ci sono dei rumors che mormorano una possibile apertura del Rallye Montecarlo al mondo delle storiche e non sarebbe male parteciparvi con una vettura del genere” conclude la chiacchierata Mattia Perrosino mentre si prepara ad assistere la Lancia Delta HF con la quale Luca Perosino e Claudio Binello dopo cinque anni tornano insieme in abitacolo, dimostrando di saperci ancora fare, visto che chiudono Il Grappolo Storico di domenica 29 marzo scorso in quarta posizione assoluta. Bravi, bravissimi, quasi quanto i loro figli Mattia e Alessia.

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