Rally Monte-Carlo 2026: Oliver Solberg principe di Monte-Carlo
Il ventiquattrenne pilota figlio d’arte norvegese dopo il perentorio successo della gara di aperura del mondiale si presenta con i galloni di capofila nella classifica iridata in Svezia, gara che lo ha visto brillare nelle scorse ultime quattro edizioni. Dopo il titolo di principe di Monte-Carlo, conquisterà anche quello di Re di Svezia? Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura e nella galleria la Toyota GR Yaris Rally 1 di Oliver Solber nella prima tappa)
Gunnarskog (Svezia), 5 febbraio – Manca esattamente una settimana alla 73esima edizione del Rally di Svezia, seconda prova del mondiale rally ed Oliver Solberg, insieme al suo navigatore inglese Eliott Edmondson si prepara ad affrontare la sua seconda gara stagionale da pilota ufficiale Toyota e la sua seconda gara al volante di una WRC1. La gara svedese ha la sede a Umeå, città marittima della Svezia centro-settentrionale, che dista 800 da Gunnarskog, nella Svezia centro meridionale che guarda alla Danimarca, dove Oliver Solberg risiede con la sua famiglia, forse la più numerosa e blasonata tribù rallistica al mondo a cominciare da Petter papà Oliver (Campione del mondo 2003) per proseguire alla mamma Pernilla Waldfridsson (campionessa norvegese Gruppo N) a nonni (tre dei quattro nonni hanno corso) zii e cugini.
In Svezia, il ventiquattrenne svedese è chiamato a difendere la leadership del mondiale conquistata a Monte-Carlo e dovrà farlo soprattutto guardandosi dal suo compagno di squadra Elfyn Evans (due vittorie in Svezia sempre con la Toyota, la seconda lo scorso anno) e che al “Monte” è stato il suo avversario più incisivo, stante anche l’assenza di Sébastien Ogier (gara non molto amata dal francese che non sale in Scandinavia dal 2020, pur avendo trionfato tre volte). Meno insidiosi, sulla carta, gli altri alfieri della squadra giapponese Takamoto Katsuta e l’astro nascente finnico Sami Pajari, anche lui ventiquattrenne, ma che non ha convinto a pieno al Monte, essendo stato protagonista di prestazioni alterne velocistiche senza nessun acuto, ed incappando in due toccate che lo hanno costretto a ripartire con il Super Rally prima e a fermarsi innanzi tempo.
A sfidare Solberg e le Toyota ci proveranno le tre Hyundai di Adrien Fourmaux (il migliore per tutto il corso della gara al Monte con la berlinetta coreana), Thierry Neuville poco incisivo al Monte ed Esapekka Lappi, che vanta nel suo palmares una vittoria assoluta iridata in Svezia nel 2024. Della partita saranno anche le tre Ford Puma, con Jon Armostron (il più convincente con la vettura inglese, anche se si è fermato nel finale), l’irlandese Josh McErlean e il lettone Mārtiņš Sesks, sesto nella scorsa edizione dello Svezia con la Puma Rally-1. Sarà da vedere se Oliver Soberg saprà nuovamente sfruttare a suo favore la gestione delle gomme Hankook (nuove per lui come tutti gli altri piloti della Classe Rally-1, ma meno “contaminato” dall’esperienza vissuta negli anni scorsi con uno pneumatico di marca differente) che gli hanno dato quella tranquillità di gestione che gli ha permesso di essere il più incisivo e costante per tutto l’arco della gara.
Comunque l’impresa a Monte-Carlo di Oliver Solberg ha lasciato il segno. Il suo albo d’oro è impressionante: ha disputato 61 gare del mondiale, debuttando con la Volkswagen Polo al Rally di Grfan Bretagna del 2019 uscendo di strada alla 22esima prova speciale, vincendo anche un paio di prove speciali di Classe RC2. Nel 2020 Solberg è impegnato a tempo pieno nel mondiale alternandosi fra Volkswagen Polo WRC e Škoda Fabia Rally5 (le due aziende fanno parte dello stesso gruppo industriale) con la quale conquista la sua prima vittoria di WRC3 in Estonia. Dopo un anno con Hyundai, nel 2023 deve disputare due stagioni da “privato” ottenendo due vittorie in WRC2 in Svezia e Cile, sempre su Škoda Fabia, vettura che usa anche nel 2024, quando diventa vicecampione del mondo WRC2, ottenendo tre vittorie (Svezia, Lettonia e Finlandia). Nel 2015 entra nella galassia Toyota disputando il Campionato Mondiale con la Yaris Rally2 vincendo cinque gare WRC2 (Svezia, Portogallo, Acropoli, Paraguay e Cile) in sette partecipazioni, prendendosi la soddisfazione di ottenere il primo centro assoluto nella massima serie in Estonia. Ed è impressionante il suo ruolino iridato con la Yaris Rally1: tre gare, due vittorie (Estonia 2025 e Monte-Carlo 2026, un secondo al Rallye National Hinvernal du Dévolux in Francia).
Rimanendo nell’ambito dei numeri, Solberg si dimostra un pilota molto veloce essendosi imposto in nove delle venti prove del Rally di Estonia e sei volte a Monte-Carlo risultando il più vincente di tutti alla fine. E proprio al Monte ha dimostrato la sua grande maturità, prendendo il comando alla seconda prova speciale e non abbandonandolo più fino alla fine; segnando continuativamente tempi far i più veloci tre in gara (in fondo aveva una Toyota) scendendo dal podio solo in cinque delle 17 prove: quarto tempo sulla PS5 Saint-Nazaire-le-Désert/La Motte-Chalancon 1 (quando ha forato), e ancora quarto sulla PS10 La Bréole / Bellaffaire 1 (quando non preparato nel migliore dei modi gomme e chiodi); undicesimo nel toboga cittadino di Monte-Carlo sotto la pioggia battente quando gira in malo modo attorno al palo, e nelle prime due prove mattutine della tappa finale di domenica. Undicesimo nella PS14 Col de Braus / La Cabanette 1 (quando disputa tutta la prova con il parabrezza rotto) e sesto nella PS15 La Bollène-Vésubie / Moulinet 1, quando commette l’unico vero errore della gara andando in testacoda in frenata; prima di ribadire la sua superiorità con due secondi tempi assoluti nella ripetizione delle speciali per andare festeggiare sul gradino più alto del podio a Monte-Carlo.
Tutto ciò ci dice quanto sia impostante seguire le prestazioni di Oliver Solberg in Svezia. Per la sua capacità di emergere sui fondi scivolosi (non per nulla è un asso del Rally-Cross avendo conquistato il secondo posto nel RallyX Nordic Championship nel 2017 e vincendolo nel 2018) e nelle sue precedenti presenze nella gara svedese, dove ha ottenuto tre vittorie WRC2 (2023, 2024, 2025) e il sesto posto assoluto nel 2022 con la Hyundai. Sul piatto della bilancia pesa anche la sintonia con il suo navigatore Eliott Edmondson con cui ha condiviso l’abitacolo in cinquanta occasioni a partire dal Rally di Monza iridato del 2021 nel quale furono quinti assoluti. Come a dire: chi ben comincia è a metà dell’opera.

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