Rally Monte-Carlo 2026, grandi ritorni prima del grande attacco

Il Monte-Carlo che sta per partire vede tornare il numero 1 sulle porte di Sébastien Ogier e la Lancia impegnarsi ufficialmente in gara. E poi ci dovrebbe essere il ritorno di neve e ghiaccio, tanto attese dagli appassionati. Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura la Toyota GR Yaris Rally 1 di Sebastien Ogier-Vincent Landais durante lo Shake Down) GAP (Francia), 22 gennaio – La giornata antecedente al semaforo verde del 94° Rallye Monte-Carlo è il momento in cui si guarda a cosa è cambiato negli schieramenti del mondiale. Come era prevedibile Sébastien Ogier torna a indossare il numero 1 delle portiere della sua Toyota GR Yaris Rally 1 che condivide con Vincent Landais, dopo aver avuto il #17 per tre anni (dal 2023 al 2025) conquistando nel Principato due vittorie e un secondo posto. Il numero 1 è la corona che spetta di diritto al vincitore del campionato del mondo 2025, mentre il francese e va a caccia della sua undicesima vittoria sulle strade del Principato e parte per la campagna di conquista del suo decimo titolo mondiale, staccando il suo “gemello” Sébastien Ogier fermo a quota nove. Una seconda novità è l’esordio del ventiquattrenne figlio d’arte svedese Oliver Solberg al volante per la prima volta di una vettura di classe Rally1 (Toyota GR Yaris Rally 1 #99) che condivide con il suo abituale navigatore, l’inglese Elliott Edmondson, proprio al Monte-Carlo, una gara che ha disputato altre sei volte, senza ottenere risultati significativi. Per noi italiani il ritorno più importante sta nel fatto che il marchio della Lancia ritorna con la sua Ypsilon HF e lo fa in modo ufficiale con le due Lancia Ypsilon Rally 2 HF Integrale nelle mani del francese Yohan Rossel e il russo Nikolay Gryazin, cui si aggiungono altre cinque Ypsilon private. È dal 1993 che la Lancia non partecipa al Monte-Carlo con equipaggi ufficiali. Allora le due Delta con i colori Totip della squadra satellite Jolly Club furono condotte senza troppo successo da Carlos Sainz, solo 14° alle fine ed Andrea Aghini, che vinse la prova di partenza sul Turini e si mantenne in zona podio assoluto fino alla dodicesima prova, la Plan de Vitrolles-Sigoyer, quando uscì di strada. La Delta continuò a frequentare le prove del Monte-Carlo, fino alla 68esima edizione nel 2000 quando furono due le HF al via e conquistarono la 22esima posizione assoluta con gli alessandrini Italo Ferrara e Gabriele Bobbio. L’albo d’oro del Rallye Monte-Carlo vede ancora in vetta la Lancia fra le marche con 13 vittorie, che per qualche anno non potrà essere raggiunta dai più quotati inseguitori che vedono Citroën e Ford a quota dieci, Toyota a sei e Hyundai a due. Per quanto riguarda i piloti Sébastien Ogier ha l’occasione per allungare sulla concorrenza se conquisterà la sua undicesima vittoria mettendo una casella in più sul suo “gemello” Sébastien Loeb, definitivamente fermo a quota nove. Gli italiani si consolano con Sandro Munari e le sue quattro vittorie, mentre fra i piloti in attività il migliore (dopo Ogier, ovviamente) è Thierry Neuville, con due successi. Rimanendo nel passato il 21 gennaio è una data importante perché esattamente il 21 gennaio 1911 scattava la prima edizione, voluta dal Principe Alberto I, che vide al via una ventina di concorrenti e venne vinta da un certo Henri Rougier su Turcat-Mery 25 HP (marca e modello di cui si è persa la conoscenza). Nel frattempo il Monte-Carlo è entrato nel vivo con lo shake down che si è svolto nei pressi di GAP sotto un bel sole, caldo, che ha visto il giapponese Katsuta prevalere su Ogier. Per la gara si prevede tutto il contrario e ci si aspetta un Monte-Carlo 2026, che scatterà alle ore 14.30 di giovedì 22 gennaio, dove si rivedrà se non la neve perlomeno il ghiaccio. Staremo a vedere.
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Michelin la spunta nel duello con Pirelli

Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura l’Alpine Renault di Astier-Giraudet vincitrice della Classe R-GT, miglior equipaggio Michelin) Ai tradizionali contendenti nelle gare rallistiche, ovvero Michelin (2017-2020) e Pirelli (2021-2024), che negli ultimi due quadrienni hanno fornito la monogomma alle vetture del mondiale rally non sono rimate che le briciole. Ovviamente la parte del leone l’ha fatta Michelin per una ragione principalmente geografica, visto che si è gareggiato su strade francesi con una stragrande maggioranza di equipaggi francesi. La Casa di Clermont Ferrand ha equipaggiato dodici delle quindici non iscritte al mondiale conquistando la miglior posizione extra Hankook con Raphael Astier-Denis Giraudet, due nomi che hanno lasciato il segno nelle competizioni anche iridate, che hanno chiuso 17esimi assoluti e primi di Classe R-GT, categoria che ha visto al via tre Alpine Renault A110 Rally, tutte felicemente al traguardo. Come sono giunti tutti al traguardo anche tutti gli altri equipaggi equipaggiati Michelin, che si sono imposti in RC4 con la giovane promessa figlio d’arte francese Eliott Delecour con Romain Roche su Opel Corsa Rally4 davanti agli italiani gommati Pirelli Marco Oldani-Pietro D’Agostino. La classe RC5 è stata monopolizzata dalle velocissime Renault New Clio e dalle gomme Michelin, scelte da tutti i sei concorrenti, sui quali hanno svettato i francesi Julien Saunier-Frédéric Vauclare. Alla Pirelli non sono rimaste che le briciole con appena tre vetture al via nelle mani di gentlemen driver, tutti iscritti in Classe Rally4, tutti su Peugeot 208 Rally4. Alle fine i migliori classificati del gommista milanese sono stati Oldani-D’Agostino, 37esimi assoluti, che hanno preceduto nella sfida interna Pirelli i due equipaggi misti monegaschi-liguri formati da Jean-Paul Palmero-Mattia Pastorino e Marc Dessì Serena Giuliano. Un risultato che non è certo una debacle per Pirelli. Se si fosse corso in Italia, con un maggior numero di piloti italiani, le cose sarebbero sicuramente andate in modo diverso.
Montecarlo Historique 2025 Freddo e neve spaventano nessuno

Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura la Austin Cooper di Schön-Giammarino, attrezzata con le gomme invernali sulla bagagliera) Il clima gelido tipico dei giorni della merla di gennaio e il dover superare monti come il Colle del Sestriere ha convinto tutti a equipaggiare le auto con pneumatici invernali, i più con vetture di assistenza al seguito pronti a montare chiodati e catene mente i più avventurosi hanno ospitato una bagagliera sopra il tetto con due chiodati. Proprio come negli anni d’oro. Dopo il Controllo Timbro carmagnolese i concorrenti hanno raggiunto Pinerolo, sono saliti al Colle del Sestriere innevato per proseguire la Tappa di Concentrazione con un riordino a Gap alle 1.08 di venerdì mattina e finire la prima giornata di gara a Valence alle 14.23 dopo aver percorso 420 chilometri. Carmagnola ha dimostrato la sua ospitalità offendo a tutti i partecipanti un sacchetto di conforto contente una bottiglia di dolcetto d’Alba offerto dall’enoteca carmagnolese C’è Vino e Vino, un pacco di biscotti del Roero donati dal Biscottificio del Roero di Vezza d’Alba e un volume dedicato al “Peperone di Carmagnola”. “Questo è un bel modo di far conoscere Carmagnola a chi proviene da molto lontano e magari, vedendone anche solo uno scorcio di sfuggita, si interessa alla nostra città, ripromettendosi di tornarci in futuro” ha sottolineato il Sindaco Gaveglio. Il Controllo Timbro di Carmagnola del 27° Monte-Carlo Historique è stato preparato e coordinato dallo Sport Rally Team di Carmagnola con la collaborazione del Comune di Carmagnola, di ACI Torino, Ascom, Pro Loco Carmagnola e della concessionaria Car On line.
Hankook detta legge a Montecarlo in un regime di monogomma

Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura la Citroën C3 di Rossel-Dunand vincitrice delle Classe Rally2) Mentre il mercato mondiale degli pneumatici si è fatto sempre più incandescente, con l’ingresso di nuovi colossi provenienti dai Paesi asiatici, nelle competizioni, soprattutto ai massimi livelli, da qualche decennio la federazione ha imposto il regime di monogomma, per contenere i costi e (anche) fare in modo che le prestazioni non arrivino a livelli tali da rendere pericolose le auto in gara. Da quest’anno il fornitore unico di pneumatici nel mondiale è Hankook Tire, casa coreana fondata nel 1941 con variegate esperienze nel motorsport a partire dal 2007. Per regolamento gli iscritti alle categorie WRC1, WRC2 e WRC3 hanno l’obbligo di calzare i penumatici coreani e al Monte-Carlo 2025 54 dei 69 equipaggi scattati dalla pedana di Monte-Carlo erano calzati Hankook. Ovvio che anche la classifica assoluta della gara monegasca risenta di questa situazione al punto che 47 dei 62 equipaggi che hanno festeggiato domenica davanti al Casinò monegasco fossero gommati Hankook. Non solo ma i primi sedici classificati avevano le gomme coreane che hanno fatto loro, come dovuto dal regolamento, la categoria WRC1 con Ogier-Landis, WRC2 con Rossel-Dunand e WRC3 con Pelamourgues-Pouget. Nelle altre categorie nessun equipaggio si è schierato al via con pneumatici Hankook.
Montecarlo Historique 2025: cinquantatré equipaggi, quindici marche, tredici nazioni sotto l’ala

Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura la Lancia Stratos di Wright-Traverso) Fra i numerosi equipaggi, prevenienti da tredici nazioni (compresa Argentina, Grecia, Finlandia, Polonia, solo per citare le nazioni più lontane) anche Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobil Club Italia, che aveva il numero 1 sulle portiere della sua 124 Abarth Rally del 1975 e il campione italiano (1974) ed europeo (1975) rally Maurizio Verini, vincitore di una quindicina di rally tricolori e continentali rally, oltre ai saluzzesi Enrico e Carlo Merenda che puntano a un risultato di prestigio nella gara monegasca con la loro A112 Abarth. Spettacolari le vetture presenti, dalle regine dei rally, quali Lancia Stratos e Fulvia HF (marca che ha rappresentato la maggioranza di vetture presenti con ben 11 esemplari), Fiat 124 Abarth e 131 Abarth, 128 Rally, Audi quattro, Alpine A110, A112 Abarth e Porsche 911 (anche queste in bella evidenza con sette esemplari, oltre a una Porsche 924 e una 356); Alfa Romeo GT, una Citroën DS, vettura che ha dignità al Monte-Carlo, avendolo vinto ben due volte nel 1959 con Paul Coltelloni e nel 1966 con Pauli Toivonen, una Austin Mini Cooper nelle mani di Giorgio Schön, con la quale corse il Monte-Carlo del 1966, Ford Escort Mexico del 1974. E vetture che hanno fatto la storia della motorizzazione degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta, quali una DAF 66 Marathon del 1976 (l’auto olandese qualche rally lo ha disputato) nelle mani di Maurizio Vellano e Giorgio Molina, o l’Austin A40 prodotta su licenza nel 1964 dall’italiana Innocenti. Le vetture spaziavano, temporalmente, dalla Porsche 356 dei finlandesi Ville e Jukka Silvasti del 1960 e la coeva Triumph TR3 dei polacchi Kowalik-Ballicki fino alla Porsche 924 del 1982 dei francesi Levieux-D’Abrigeon. A fare da contorno alle vetture da rally in gara erano presenti una quindicina di “pezzi” storici rari portati dai soci del Gruppo Auto Moto Storiche di Carmagnola, guidati da Uccio Giraudi e Ivano Rossi.
93° Rallye Monte-Carlo: sfida impari fra gommisti

Sport News immagini analizza la situazione gomme nella recente gara monegasca, dove il regime di monogomma, imposto dalla Federazione, ha fatto prevalere le coreane Hankook Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura la Toyota GR Yaris Rally1 di Ogier-Landis) MONTE CARLO (Principato di Monaco), 2 febbraio – A una settimana dalla conclusione della 93esima edizione del Rallye Monte-Carlo ci sono ancora parecchi spunti di riflessione. Uno fra i più interessanti è la mancata sfida fra costruttori di pneumatici. Un tempo il confronto fra i vari “gommisti” era uno dei motivi propulsivi del miglioramento delle performance delle gomme, oltre che motivo di orgoglio commerciale che si trasformava in fette di mercato sempre migliori. La gomma per veicoli (è troppo presto per chiamarlo pneumatico) nasce addirittura prima dell’automobile essendo stata inventata e brevettata nel 1845 dallo scozzese Robert William Thompson per essere usata sulle ruote delle carrozze; l’invenzione di Thompson venne seguita dieci anni dalla scoperta del procedimento della vulcanizzazione della gomma (come materiale) avvenuta per opera dell’inglese Charles Goodyear che permetteva di ottenere un prodotto resistente alle variazioni di temperature. Il perfezionamento dello pneumatico avvenne ad opera del veterinario scozzese John Boyd Dunlop che, nel 1888, spinto dalle insistenze del figlio piccolo che si lamentava che le gomme rendevano troppo pesante il suo triciclo le riempì di aria (fino ad allora le ruote erano piene), inventando lo pneumatico ovvero la gomma moderna. La storia delle gomme, e ora le possiamo chiamare pneumatici, ha subito ancora grandi evoluzioni (e numerosi colpi di scena con brevetti concessi e annullati che ne fanno un thriller), ma possiamo dire che da quel momento in avanti si è trattato solo di affinamenti, anche se molto importanti. Abbiamo già incontrato due nomi fondamentali nel mondo delle gomme per vetture, ovvero Goodyear e Dunlop, ai quali dobbiamo aggiungere la francese Michelin (i fratelli André ed Eduard Michelin inventarono gli pneumatici smontabili, fondamentali per ridurre i tempi di riparazione) e l’italiana Pirelli, ovvero le marche che avrebbero dettato legge nel XX Secolo, sia sui mercati sia nelle corse.
Carmagnola esalta il passaggio del Montecarlo Historique 2025 sotto la Tettoia di Piazza Martiri

La storica gara di regolarità monegasca scatta da Torino e transita per la città del peperone che la accoglie con entusiasmo. Cinquantatré equipaggi al via con vetture da sogno fra le quali Lancia Stratos. Testo di Tommaso M. Valinotti, Foto Magnano / Sport News Immagini (in apertura la Porsche 356 del 1960 di Silvasti-Silvasti, la vettura più datata della manifestazione) Giovedì sera, 30 gennaio, Carmagnola è stata letteralmente “invasa” dalle auto storiche che partecipavano alla 27esima edizione del Rallye Monte-Carlo Historique e dagli appassionati di storiche e di rally. “Ci è molto difficile quantificare quante persone abbiano assistito al momento carmagnolese della gara” afferma Pierluigi Capello che guida lo Sport Rally Team, l’associazione sportiva che ha organizzato l’appuntamento in città, “ma fra quelle presenti sotto la tettoia (oltre cinquecento) e quelle lunghe le strade carmagnolesi abbiamo ampiamente superato il migliaio di presenze”. Ad accogliere i 53 concorrenti, partiti da Piazza Castello a Torino che, poco prima delle 20.00 di sera hanno “timbrato” il passaggio sotto l’Ala di Piazza Martiri a Carmagnola sono stati il Sindaco Ivana Gaveglio, l’assessore alle manifestazioni Domenico Lamura, mentre a illustrare personaggi e vetture è stata la consigliera comunale Margherita Toschino, per una sera prestata ai microfoni degli appassionati di auto storiche.
Luciano Cobbe mette la sua firma a Saint-Rhemy-en-Bosses

Luciano Cobbe in azione (foto Caldani) Il pilota trentino vince per la discriminante il quarto round di ICE Challenge – Campionato Italiano Velocità sul Ghiaccio e si rilancia nella lotta al campionato al termine di un weekend a dir poco rocambolesco. Secondo posto per Chiavenuto, terzo per Silvestri che vince tra i kart-cross. Picconi ipoteca le due ruote motrici. Saint-Rhemy-en-Bosses, 2 febbraio 2025 – L’esordio assoluto di ICE Challenge – Campionato Velocità su Ghiaccio sul tracciato di La Rosière a Saint-Rhemy en Bosses (Aosta) ha visto il successo di Luciano Cobbe sulla Ford Focus WRC ex Mikko Hirvonen, con la direzione gara che è dovuta ricorrere alla discriminante per assegnare il successo. La serie organizzata da BMG Motor Events in collaborazione con la Commissione Off-Road e Cross Country Rally ACI Sport ha vissuto un altro weekend ricco di emozione sul tracciato preparato con cura dai fratelli Bosonetto, nonostante le temperature dell’ultima settimana siano state tutt’altro che invernali. Il pilota trentino, uno dei più costanti fino ad ora quest’anno, ha saputo concretizzare un risultato di grande spessore sfruttando la preparazione della sua vettura che, nata per i rally, ha trovato terreno fertile sul tracciato di Crèvacol risultato molto tecnico e particolarmente sconnesso. Cobbe, secondo nella prima e terzo nella seconda manche, ha vinto la terza ed ha chiuso a parimerito con Andrea Chiavenuo sulla Peugeot 306 Andros. Ad assegnare il successo è stata quindi la discriminante, con Cobbe che autore di un 4:20.115 è risultato avere il tempo di manche migliore tra i due contendenti. Chiavenuto si è consolato con la vittoria nel Master King, seconda consecutiva dopo quella di Livigno, davanti a Yannik Bohè con la BMW Z3 Andros 2 Liters e al rientrante Roberto Novara, su Lancia Delta, che ha dedicato la livrea alla memoria di Adriano Priotti, tra la commozione generale di tutto il paddock. Terzo posto assoluto per Raffaele Silvestri sulla KIA Rio RX preparata da Gigi Galli. Silvestri ha gestito la sua gara con attenzione dopo che, già nel corso delle qualifiche, il diretto avversario di campionato, Aldo Pistono sull’Opel Astra ex Snobeck, ha alzato bandiera bianca per una rottura meccanica al cambio. I due erano a pari punteggio in testa alla serie prima del round aostano, e questo zero potrebbe risultare pesante nella rincorsa di Pistono al primo successo assoluto in campionato. Silvestri era subito andato davanti dopo la prima manche, Chiavenuto gli ha risposto nella seconda e nella terza lo stallonamento della posteriore destra lo ha visto chiudere molto indietro, salvando comunque la terza piazza assoluta: punti importanti nella sua rincorsa al titolo. Tra i contendenti diretti, out anche Sergio Durante con la Fiat Giannini 350 GP4 che aveva buone chance ma si è fermato dopo la seconda manche per problemi al cambio. Il quarto posto assoluto, primo di Classe 5, è così andato ad Erik Lindeblad, con la BMW Z3 Andros 2 Liters davanti al figlio Yannik Bohè, con la stessa vettura. Sesto posto per Igor Memeo, all’esordio con la Citroen DS3 N5, con la quale ha conquistato la Classe 2. Franco Picconi, con la piccola Citroen C2, ha sbancato ancora una volta la classifica di Classe 1 e delle due ruote motrici. Questa volta il compito era più facile delle precedenti uscite, in quanto ha gareggiato in solitaria e aveva il solo scopo di raggiungere il traguardo. Con questo poker l’affermazione tricolore è ormai una pura formalità. Hanno sorriso anche l’esordiente Federico Delrosso che su Skoda Fabia Rally2 Evo ha conquistato la Classe 3, e il solito Pier Giacomo Riva, primo in Classe 4 con la Fiat Panda 4X4. Claudio Esposto, in questa occasione con il potente Can-Am X3 1000 T, ha conquistato la Classe 10 riservata agli SSV, precedendo l’esordiente Edoardo Secco e il padre Alberto, arrivati nell’ordine su Polaris RS1. Rubes Cassinelli su Hosek Lancia Biturbo ha vinto la Classe 8 mentre Raffaele Silvestri, sul Planet Kart Cross K3 ha vinto in Classe 9 assicurandosi anche il successo tra le monoposto che, di fatto, ipoteca anche il suo secondo titolo tricolore in questa categoria, ICE Challenge – Campionato Italiano Velocità su Ghiaccio, dovrebbe chiudersi il prossimo weekend con il Round 5 in programma a Pragelato, quale tributo alla memoria di Adriano Priotti. BMG Motor Events sta lavorando sodo per concretizzare questo glorioso epilogo e nelle prossime ore si avranno tutti i dettagli relativi a questa operaz) Calendario ICE Challenge 2024 (Rivisto)21-22 dicembre – Pragelato (ITA)11-12 gennaio – Livigno (ITA)1-2 febbraio – Saint Rhemy en Bosses (ITA)8-9 febbraio – Pragelato Ufficio StampaMatteo Bellamolipress@icechallenge.it – +39 3491505088