Ottimo quinto posto per Roberto Daprà al Rally Italia Sardegna

Si chiude con un bilancio positivo l’avventura di Roberto Daprà, portacolori della Pintarally Motorsport in coppia con Luca Guglielmetti al Rally Italia Sardegna 2026, una delle tappe più severe e selettive del WRC. Lungo le insidiose prove speciali dell’isola, Roberto è riuscito a portare a casa un risultato finale molto positivo. Durante tutta la gara il passo di Roberto e Luca è molto buono, portandoli anche a vincere la decima prova speciale, avendo fatto un ottimo lavoro sull’assetto della vettura e cercando sempre di gestire al meglio la questione gomme, sempre complicata in terra sarda, a causa di pietre molto importanti e in generale di un fondo molto irregolare e insidioso. Purtroppo però molteplici forature portano il pilota trentino a perdere qualche importante posizione in classifica, mentre stava lottando per agguantare il terzo posto. Le sue parole: “Gara molto complicata, con un finale dolce amaro. Il Rally Italia Sardegna si conferma ogni anno un banco di prova durissimo, non basta essere veloci ma bisogna saper leggere ogni condizione del terreno e preservare la vettura. Insieme a Luca abbiamo lavorato benissimo sulle note e sull’assetto. Correre in casa con un tifo così caloroso sulle prove speciali è stato indescrivibile. Un grande grazie va a tutto il team Delta Rally, Aci Team Italia, la mia scuderia Pintarally Motorsport, la mia famiglia e tutte le persone che mi hanno permesso di essere qua. Portiamo a casa tantissima esperienza e tantissime informazioni da questo anno di mondiale, bisogna ancora lavorare su qualche aspetto ma siamo molto fiduciosi di riuscirci presto. Adesso carichi per la prossima, ci vediamo a Bassano!” Prossimi appuntamenti: Rally Città di Bassano: Daprà Roberto su Skoda Fabia RS Rally2 Vatenen Ville su Citroen C3 Rally2 Scalco Leonardo su Renault Clio Rally3 Pontalti Mirko su Renault Clio Rally3 Toscana Christian su Renault Clio Rally3 Lunelli Rino su Toyota Yaris GR R1T Cappellari Gabriele su Peugeot 208 Rally4 Zanini Curzio su Renault Clio R3 Zanon Andrea su Renault Clio Rally5 Tezza Dennis su BMW M3 Canteri Marco su Ford Escort MK1
Fabio Frasconi: prima è il rombo della Delta S4, poi il Rally Italia Sardegna mondiale

Il gallurese resta affascinato da bimbo dal rombo della Gruppo B torinese. Da giovane è felicissimo di farsi coinvolgere fra le file dei volontari che si adoperano per la buona riuscita della prima edizione del mondiale sardo, rimanendo sempre più coinvolto al punto che dopo appena un paio di stagioni l’impegno lo occupa tutto l’anno. Come accade ancora oggi. Testo di Tommaso M. Valinotti; in apertura Fabio Frasconi nel suo ufficio. Foto archivio personale Fabio Frasconi. In chiusura Oliver Solberg-Elliot Edmondson, vincitori del Rally Italia-Sardegna 2026 TEMPIO PAUSANIA (OT), 5 ottobre 2026 – “La febbre del rally mi ha colpito fin da piccolo quando mio padre mi portava a vedere il Rally Costa Smeralda” una gara nata con la camicia che dal 1978 e per quasi quarant’anni ha fatto palpitare i cuori del mondo rallistico in Gallura. Fabio Frasconi, classe 1977, uomo tutto fare dietro le quinte del Rally Italia-Sardegna mondiale, ovviamente non ricorda quelle prime edizioni, ma ha ben chiaro quella del 1985. “Più che un ricordo visivo è un ricordo uditivo”, sottolinea Frasconi che con la mente va ai suoni della Delta S4 di Markku Alen, che faceva trenare i grandi muraglioni dei casermoni disabitati all’uscita di Tempio Pausania, scattando come un proiettile nelle ricognizioni della prova speciale che andava verso Lagnata. “Markku non era in gara, ma continuava i test della vettura più significativa dell’epoca d’oro dei rally che avrebbe esordito ufficialmente nel mondiale al RAC, vincendolo, un paio di mesi dopo. In Gallura, grazie al Rally Costa Smeralda divennero tutti grandi appassionati di rally. Dai dieci anni in su”. Anche più giovani verrebbe da dire. Ma era scontato visto il parterre de roi offerto dalla gara sarda che nel 1985comprendeva, solo per fare un esempio, Henri Toivonen, Michele Mouton, Attilio Bettega, Dario Cerrato (ovvero la crema del rallismo mondiale e italiano), con le Lancia 037 e la Audi quattro ufficiali. “Piloti e squadre arrivavano un mese prima della gara per iniziare test e ricognizioni ed era facile incontrarli fare amicizia con loro e diventarne tifosi”. Ovviamente il sogno di quei ragazzini degli anni Ottanta è diventare idoli della folla come i loro eroi del mondiale, ma quasi sempre la realtà presenta un conto diverso. “Ho disputato due edizioni della Coppa Limbara (gara che aveva il cuore proprio a Tempio Pausania) con una Clio, ma capii subito di non essere il fenomeno che speravo e, soprattutto, correndo con i miei soldi, passavo l’intera gara con lo spettro della franchigia” ammette Frasconi, anche se i risultati delle due avventure rallistiche casalinghe non furono malvagi, con un sesto assoluto e secondo di Classe A7 nel 2006. Ma i soldi troppo pochi. La vera svolta nella vita di Fabio Frasconi arriva nel 2003. Un nativo di Tempio Pausania, Pasquale Lattoneddu, emigrato a Londra nel finire degli anni Ottanta, dove aveva conosciuto Bernie Eccleston, grande boss della Formula 1, diventandone in breve tempo il braccio destro in qualità di general manager della FOM (Formula One Management) che gestisce tutto il mondo della F1. A inizio del terzo millennio Lattoneddu non si dimentica della sua terra di origine, e dopo aver fondato lo Europe Team per l’organizzazione di eventi pensa di portare il rally mondiale italiano nella sua terra. In quel periodo Fabio Frasconi inizia a collaborare con Alessandro Alunni Bravi che aveva creato un team di GP2 con il calciatore del Milan Clarence Seedorf e che sarà una figura di spicco nelle prime edizioni del Rally Italia Sardegna. Ma è soprattutto fondamentale la conoscenza che Frasconi ha della gallurese Adriana Lattoneddu, sorella di Pasquale, una delle pedine (forse sarebbe meglio dire regina) dell’Europe Team che nel 2004 organizzò la prima edizione del Rally Italia Sardegna (allora definito Supermag Rally Italia Sardegna) che ottenne subito l’investitura iridata, a dimostrazione delle non comuni conoscenze personali di Pasquale Lattoneddu. Fabio Frasconi è della partita. “Ovviamente eravamo tutti volontari e non prendemmo un centesimo ma fu un’esperienza fantastica” ricorda con nostalgia Fabio Frasconi. “La sede era a Olbia ed era un salto nel buio. La sede era Olbia e lo sponsor Geomag (marchio di un giocattolo meccanico allora in gran voga, prodotto in Sardegna) fece le cose in grande, coinvolgendo aziende che avevano interessi commerciali e turistici nell’isola come la Moby Lines che mise a disposizione un intero traghetto per ospitare i commissari di percorso. E poi il colpo d’occhio di 25 elicotteri schierati sulla banchina del porto dà l’idea di quanto fosse grandioso e spettacolare fin dall’inizio il mondiale sardo”. “La squadra di Lattoneddu, a fine rally 2004, mi chiese se volessi continuare a collaborare con un loro in un impegno che durava tutto l’anno. Risposi entusiasta di sì e da quel momento inizia la mia avventura in pianta stabile. Nel 2006 il timone della gara passò ad ACI Sport e iniziai a lavorare con Antonio Turitto, Carlo Cassina, Tiziano Siviero, Claudio Bortoletto, rimendo l’unico del gruppo originario formato da Lattoneddu ad entrare nel nuovo gruppo. Una decisone di cui allora fui felicissimo e lo sono tuttora”. La denominazione della figura di Fabio Frasconi è Coordinatore generale della segreteria generale, definizione che comprende tutta una serie di incombenze che stanno dietro le quinte. “Ho avuto la delega da Antonio Turitto, fino a quando dato le dimissioni da General Manager nell’agosto scorso, per prendere in autonomia numerose decisioni nei rapporti con gli innumerevoli fornitori della gara, sulla logistica dei servizi, alloggiare le persone che ruotano attorno alla gara, o anche semplici appassionati e operatori del settore che chiedono a noi organizzatori indicazioni sul dove soggiornare nei periodi di gara. Un lavoro che si fa sempre più intenso man mano che si avvicina il semaforo verde dallo start delle prove speciali, ma prosegue anche dopo, perché bisogna smantellare e mettere ordine su tutto quanto si è fatto a ridosso e immediatamente dopo il rally”. Un impegno che inizia da lontano “quando prima con Tiziano Siviero (fino al giorno in cui ebbe l’incidente), poi con Vittorio Carlino si vanno a visionare i percorsi ed incontrare i
Oliver Solberg vince il Rally Italia Sardegna che laurea Elfyn Evans Campione del Mondo 2026

Il pilota britannico in coppia con Scott Martin e la Toyota GR Yaris Rally1 chiudono quinti e vincono il titolo WRC. A decidere la stagione un finale rocambolesco in cui Solberg vince la gara italiana, ma butta al vento l’opportunità di vincere il titolo iridato a pochi metri dalla fine dell’ultima prova speciale. Sul podio anche Sebastien Ogier secondo e Sami Pajari terzo entrambi su Toyota GR Yaris Rally1. Korhonen vince il WRC2 su Toyota GR Yaris, migliore degli italiani Roberto Daprà su Skoda Fabia Rs. Con l’arrivo della 23^ edizione del Rally Italia Sardegna si chiude un cerchio, che ha segnato la storia del World Rally Championship nell’isola dei quattro Mori raccontando la favola di Elfyn Evans, dopo cinque volte secondo l’ha incoronato nuovo Campione del Mondo. Un traguardo raggiunto nel modo più rocambolesco possibile, all’ultima curva della Power Stage la “Sassari-Argentiera”. Il Rally Italia Sardegna è stata l’ultima gara delle Rally1 che dall’anno prossimo lasceranno lo spazio ad una nuova generazione di auto. Una gara dominata da Oliver Solberg ed Elliot Edmondson, che hanno conquistato la vittoria nell’ultimo rally della stagione, ma per un errore incredibile a pochi metri dal traguardo una leggera svista, e la Toyota GR Yaris Rally 1 che esce dal tracciato, si insacca tra gli arbusti, Vince il rally, perde il campionato, a favore di Evans-Martin. A completare il Podio tutto Toyota sul lungomare di Alghero è stato il nove volte campione del mondo Sebastien Ogier, con Vincent Landais, e da Sami Pajari e Marko Salminen, arrivato in Sardegna da terzo equipaggio in lizza per il campionato. Adrien Fourmaux ed Alexander Coria, quarti hanno salvato il weekend Hyundai il francese era stato in testa della corsa nella prima tappa, il suo compagno di squadra Thierry Neuville, con Martijn Wydaeghe, ha chiuso la gara vincendo della Power Stage. Al quinto Posto Evans-Martin, al sesto posto si sono classificati Takamoto Katsuta, con Aaron Johnston, entrambi su Toyota GR Yaris Rally 1, Settimo l’irlandese Jon Armstrong, con Shane Byrne su Ford Puma Rally1, all’ottavo posto ha chiuso il giovane finlandese Roope Korhonen, con Anssi Viinikka su Toyota GR Yaris Rally2, primo tra le vetture del WRC2 davanti al neo campione della categoria Robert Virves con Jakko Viilo, al decimo posto Gus Greensmith con Jonas Andersson, a su Toyota GR Yaris Rally2. Il primo equipaggio italiano della classifica, Roberto Daprà con Luca Guglielmetti, sulla Skoda Fabia RS Rally2, portacolori ACI Team Italia giunto 12° assoluto. Gli altri italiani in gara 18° Romagna-Lamonato, Skoda Fabia RS, 19°Giovanni Trentin e Pietro Elia Ometto, su Skoda Fabia RS Rally2, 23°Frisiero-Fappani,Skoda FabiaRS, 29° Galleni-Scartabelli Skoda Fabia RS, 30° Pozzo-Cottu Skoda Fabia Rs,32° Bitti-Pirisinu, su Renault Clio Rally3, 34° Serpelloni-Petrin Skoda Fabia RS, 35° Fontana-Arnaboldi Toyota GR Yaris Rally2, 36° Tali-Libera su Fiesta Rally2, 38° Covi-Piceno Skoda Fabia RS, 39° Avandero-Granai su Lancia Ypsilon HF Rally2, 40° Mara-Cottu, su Peugeot 208 Rally4, 42° il locale Ledda-Mele, su Opel Corsa Rally4, 43° Fosci-Tendas Renault Clio Rs, 44° Di Luigi-Di Luigi Renault Clio RS. Ritiri per Marrone-Fresu, Lorenzato-Lazzarini, Dettori-Pisano Classifica finale: 1. Solberg/Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) 3:24:57.0; 2. Ogier/Landais (Toyota GR Yaris Rally1) +57.6; 3. Pajari/Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) +1:37.4; 4. Fourmaux/Coria (Hyundai i20 N Rally1) +2:38.6; 5. Evans/Martin (Toyota GR Yaris Rally1) +4:48.1; 6. Katsuta/Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) +6:02.4; 7. Armstrong/Byrne (Ford Puma Rally1) +7:32.2; 8. Korhonen/Viinikka (Toyota GR Yaris Rally2) +12:10.4; 9. Virves/Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) +12:11.1; 10. Greensmith/Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) +13:02.2. Credit foto M.E.B:
Solberg-Edmondson leader dopo la terza giornata del Rally Italia Sardegna

Solberg-Edmondson su Toyota GR Yaris Rally1 sono al comando del RIS davanti ai compagni di squadra Ogier-Landais e Pajari-Salminen entrambi su Toyota GR Yaris Rally1 quarto Fourmaux-Coria su Hyundai i20 N Rally1 quinto Evans-Martin sempre su Toyota GR Yaris Rally1. La terza giornata di gara ha visto il ritiro di Neuville-Wydaeghe su Hyundai i20 N Rally1 sulla Ps n. 11 Lerno-Sa Conchedda-Monti di Ala per una toccata, stessa sorte dopo la Ps 8 per Sordo-Saiz sempre Hyundai i20 N Rally1 e Sesks-Francis su Ford Puma Rally1. Primo della folta schiera degli italiani Dapra-Guglielmetti su Skoda Fabia RS quattordicesimo assoluto, poca fortunata la terza giornata per i neo Campioni di WRC3 Fontana-Arnaboldi su Toyota Gr Yaris ritirati a causa di una uscita di strada Domani ultimo sforzo con due prove da ripetere e arrivo e podio ad Alghero alle 17.00 Credit Foto M.B. Programma di domani Domenca 4 ottobre 8,31 SS14 “OSILO-TERGU 1” 10,05 SS 15 “SASSARI-ARGENTIERA 1” 11,43 SS16 “OSILO-TERGU 2” 14,14 SS17 “SASSARI-ARGENTIERA 2” Power Stage CLASSIFICA ASSOLUTA DOPO PS 13 SABATO 1. Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1); 2. Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) a 33.6; 3. Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) a 1’39.9; 4. Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) a 2’32.0; 5. Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) a 2’38.4; 6. Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) a 5’43.9; 7. Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) a 6’01.2; 8.Korhonen-Viinikka (Toyota Gr Yaris) a 8’23.0; 9.Greensmith-Andersson (Toyota Gr Yaris) a 8’42.6; 10. Suninen-Hussi su (Toyota Gr Yaris) a 9’46.6
A Neuville-Widaeghe la seconda giornata del Rally Italia Sardegna

Neuville-Widaeghe su Hyundai I20 N Rally1 nuovi leader della classifica del 23° RIS davanti al compagno di squadra Fourmaux-Coria sempre su Hyundai I20 N Rally1 in terza posizione Solberg-Edmondson su Toyota Gr Yaris Rally1 in quarta e quinta posizione le altre due Toyota GR Yaris Rally1 di Ogier-Landais e Pajari-Salminen. La Classifica di oggi dopo le prime sette prove speciali. 1°) Neuville-Wydaeghe Hyunday I20, 2°) Fourmaux-Coria Hyundai I20 a 0,4, 3° ) Solberg-Edmondson Toyota Gr Yaris a 12,3, 4° ) Ogier-Landais Toyota Gr Yaris a 37,4, 5° ) Pajari-Salminen Toyota Gr Yaris a 40,2 Programma di domani terzo dei quattro giorni di Gara SABATO 3 OTTOBRE 6:10 Uscita parco chiuso – Alghero 8:01 SS.8 “LERNO-SA CONCHEDDA-MONTI DI ALA’ 1” 24,14 9:11 SS.9 “COILUNA – LOELLE 1” 24,83 10:07 SS.10 “SOLORCHE’ 1” 12,86 12:13 Service “D” di 30 minuti 14:31 SS.11 “LERNO-SA CONCHEDDA-MONTI DI ALA’ 2” 24,14 15:41 SS.12 “COILUNA – LOELLE 2” 24,83 16:37 SS.13 “SOLORCHE’ 2” 12,86 18:35 Flexi Service “E” di 45 minuti
Rally Italia Sardegna Solberg davanti a tutti

Lo svedese al comando la 23ª edizione della tappa italiana del WRC. Ogier, Evans e Pajari alle spalle del leader. Al Rally Italia Sardegna 2026 nella prima prova alla Ittiri Arena, la breve speciale spettacolo all’interno del circuito sterrato tornata ad infiammare il numeroso pubblico presente – tutto esaurito sugli spalti– grazie al passaggio dei 58 equipaggi che hanno preso il via in questa 23^ edizione della tappa italiana del FIA World Rally Championship. A far segnare il miglior tempo lo svedese Oliver Solberg navigato da Elliott Edmondson sulla GR Yaris Rally1 in 2’01.4, arrivati al Rally Italia Sardegna da terza forza del campionato. Le migliori quattro posizioni sono andate proprio agli equipaggi del Toyota Gazoo Racing WRT, con i francesi Ogier-Landais secondi ad appena 0.8’’, seguiti dagli altri due equipaggi con grandi ambizioni, ovvero i britannici leader del mondiale Evans-Martin a 1.1’’ ed i finlandesi Pajari-Saminen a 1.5’’, secondi assoluti nella serie iridata. Tra i migliori cinque c’è la Hyundai i20 N Rally1 dell’equipaggio belga Neuville-Wydaeghe, poco distante a 2.3’’ dal vertice, Decimo assoluto e migliore tempo nel WRC2 per l’altro equipaggio finlandese Suninen-Hussi su GR Yaris. Buon avvio anche per i giovani piloti italiani tra le Rally2, con il trevigiano Giovanni Trentin e Pietro Ometto e il trentino Roberto Daprà con Luca Guglielmetti, entrambi su Skoda Fabia RS, rispettivamente in settima e nona posizione per la categoria cadetta ad 1 decimo di distanza. Tra i due si è inserito l’estone Virves, sempre su Skoda, in Sardegna già da Campione WRC2. Venerdì gli equipaggi sono attesi lungo i 119,66 i chilometri, sui due passaggi delle tre speciali in programma per la seconda delle quattro giornate di gara. La “Tula-Erula”, di 18,77 km, la “Su Filigosu-Lerno” di 17,83 km e la “Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno”, lunga 23,23 km con avvio nella spettacolare Arena di Alà dei Sardi credit foto M.B.
Esordio in chiaroscuro della Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale nelle Coppe Rally di Zona

Lo scorso fine settimana tre Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale erano iscritte per la prima volta al via in un rally italiano di Coppa Rally di Zona, mettendosi in evidenza specialmente al Val d’Aveto dove Maurizio Rossi ha chiuso a ridosso del podio; Fabio Pinelli è stato fra i migliori dieci al Casciana Terme mentre Gianluca Tavelli non è riuscito a schierarsi al via del Città di Torino. Nel frattempo Andrea Crugnola è stato l’incontrastato dominatore al Mille Miglia e Andrea Mabellini ha chiuso solo sesto al Ceredigion, mantenendo comunque la seconda posizione nel FIA ERC Junior. Infine Nikolay Gryazin sta correndo in Cile, dando la caccia al titolo mondiale piloti WRC2. L’impegno della neonata belva dell’Elefantino da corsa si fa sempre più intenso. Testo di Tommaso M. Valinotti; nella foto di apertura: la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale di Maurizio Rossi-Paolo Zanini al Rally Val d’Aveto. Nella galleria fotografica le Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale di Fabio Pinelli-Filippo Caturegli al Rally di Casciana Terme e di Andrea Crugnola-Luca Beltrame al Rally Mille Miglia. Foto archivio Magnano / Sport News Immagini. TORINO, 11 settembre 2026 – Meditando dalla ormai immaginaria sede torinese della Lancia nei rally (che in realtà si trova a Satory, un sobborgo di Versailles e della sua reggia) è bene fare un salto allo scorso fine settimana quando la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale ha fatto il suo esordio nella mani di quelli che possiamo definire piloti privati nelle gare di Coppa Italia. Il migliore al traguardo è stato al Rally Val d’Aveto il “senatore” Maurizio Rossi, affiancato dall’esperto Paolo Zanini che con la vettura curata dalla ligure Sportec Engineering di Plodio (SV) è partito con il #1 sulle portiere, dimostrando di aver preso confidenza con la berlinetta dell’elefantino fin dallo Shake Down, viaggiando poi costantemente a ridosso del podio (risultato notevole visto l’elenco partenti stellare) chiudendo quarto assoluto e portando a casa la coppa degli Over 55. Non male. La seconda Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale presente al via nelle gare CRZ dello scorso fine settimana è stata quella di Fabio Pinelli-Filippo Caturegli al 44° Rally di Casciana Terme, che ha concluso la gara in nona posizione assoluta, assicurandosi anche la Coppa per gli Over 55. Meno fortunata la presenza di Gianluca Tavelli e Niccolò Cottellero che non sono riusciti a schierare la loro Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale al via al 41° Rally Città di Torino, per un inconveniente tecnico patito in un breve test il giorno prima della gara, ma pronti a ripresentarsi al via quanto prima. Esaltante, come al solito, la cavalcata di Andrea Crugnola e Luca Beltrame al Mille Miglia di Brescia che con la loro Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale hanno siglato il miglior tempo in cinque delle sei prove della gara, dominando fin dalla Shake Down di venerdì e chiudendo con un vantaggio di 41”5 sul migliore dei concorrenti. Sperava nel colpo grosso Andrea Mabellini, affiancato da Virginia Lenzi, al JDS Machinery Rali Ceredigion, che si è disputato nella regione delle città costiera gallese di Aberystwyth, valido per il FIA European Rally Championship, e per il FIA ERC Junior. Il pilota italiano archivia il weekend gallese con un po’ di amaro in bocca. Il sesto posto assoluto, dopo aver vinto la prima speciale, infatti, non è bastato per mantenere aperta la corsa al titolo europeo, conquistato matematicamente dal finlandese Teemu Suninen. Per Mabellini-Lenzi il prossimo appuntamento, ultimo della stagione, del campionato sarà il Five Cities North of Portugal, a fine ottobre, in programma a Fafe, dove Mabellini sarà chiamato a confermare la sua attuale seconda posizione in classifica di campionato con 98 punti. A fine della gara gallese Mabellini ha commentato serenamente: “Non è stato decisamente il nostro weekend. Abbiamo fatto fatica per tutta la gara. Abbiamo provato varie soluzioni, ma non hanno funzionato. Diciamo che quest’anno non è andato come compatibile. Vorrei ringraziare chi ci supporta e ci vediamo alla prossima.” Nel frattempo Nikolay Gryazin–Konstantin Aleksandrov e Yohan Rossel–Arnaud Dunand sono volati in Cile per disputare Rally Chile Biobío, dodicesimo e terzultimo appuntamento della stagione WRC2 in programma dal 10 al 13 settembre, con il chiaro obiettivo di conquistare il titolo piloti WRC2 con Nikolay Gryazin, attualmente quarto in classifica. Come si vede la stagione di esordio di Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale sta regalando ottime soddisfazioni ai massimi livelli. E come successo con Lancia Rally, Stratos e Delta, basterà dare tempo anche ai privati di prendere le misure che l’Elefantino da corsa tornerà a trionfare anche nelle speciali dei rally nazionali italiani. Questione di tempo, crediamo di poco tempo.
Addio a Carlo Baffi, giornalista e vignettista che ha raccontato il motorsport

Una vita tra corse, memoria e matita L’ultima sua vignetta è ancora chiusa in un armadio dell’Autodromo Nazionale Monza, in attesa dell’ACI Racing Weekend del 9-11 ottobre: ritrae Andrea Kimi Antonelli con una coppa in mano, vittorioso nel GP di casa. Carlo Baffi ne aveva come sempre realizzato due copie: una da consegnare al soggetto del ritratto e l’altra da tenere nel proprio archivio firmata dal personaggio che aveva immortalato. Quella destinata a Marco Antonelli, perché potesse farla firmare al figlio, leader del Mondiale di Formula 1 e primo italiano a vincere il GP di casa a 60 anni dal trionfo di Lodovico Scarfiotti, Carlo non la potrà più ricevere indietro. Ha chiuso gli occhi per sempre a soli 63 anni qualche giorno dopo aver assistito dal vivo al Formula 1 Pirelli GP d’Italia2026. Carlo non aveva soltanto talento per il disegno, ma era anche giornalista e scrittore. Collaboratore nel tempo di vari giornali – dalla Gazzetta dello Sport a Rombo – e siti specializzati nel motorsport. Ma casa sua era la Rai, Corso Sempione a Milano: il suo regno l’archivio dove sapeva, forte di una memoria storica impareggiabile, scovare gemme che al grande pubblico diffondeva ad esempio alla “Domenica Sportiva”. Il grande pubblico lo aveva conosciuto ai tempi in cui il servizio pubblico trasmetteva in diretta i GP con la trasmissione Pit Lane e Pole Position. Quando c’era qualche dubbio storico, era obbligo fargli una telefonata e lui, dopo una accurata ricerca, era solito scioglierlo. Battuta pronta, senso dell’ironia, era anche un grande “imitatore” dei grandi uomini dello sport e dell’industria che aveva incontrato. A Monza era una presenza fissa: non solo quando si accendono i riflettori sulla Formula 1 ma anche nel resto del calendario. Magari soltanto una toccata e fuga, per vivere l’atmosfera del paddock, qualsiasi fosse la categoria in pista, scambiare due parole con i vecchi amici della SIAS o gli addetti ai lavori. Carlo era uno di famiglia.
La Lancia torna regina dei rally italiani, grazie alla Ypsilon Rally2 HF Integrale?

Il cinque settembre 2026 sarà una data storica per il rallismo italiano in quanto, per la prima volta, tre Lancia Ypsilon Rally2 solcheranno le prove dei rally tricolori nelle gare di CRZ in mano a piloti privati, oltre a una quarta vettura ufficiale affidata ad Andrea Crugnola protagonista delle gare del Campionato Italiano Assoluto Rally-Sparco. A raccontarci il tutto è Gianluca Tavelli, al via del Città di Torino. Testo di Tommaso M. Valinotti; nella foto di apertura: la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale di Yohan Rossel-Arnaud Dunand al passaggio sul Colle del Turini al Monte-Carlo 2026. Nella galleria fotografica le Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale di Andrea Crugnola-Luca Beltrame, Andrea Mabellini-Virginia Lenzi e Nicolaj Grjazin-Konstantin Aleksandrov nel corso della stagione 2026. Foto archivio Magnano / Sport News Immagini. TORINO, 4 settembre 2026 – Quando si data un articolo è sempre bene mettere come luogo di origine la località in cui si sono effettivamente svolti i fatti, mentre in televisione ci si riferisce al posto da cui parla il corrispondente o l’inviato e la data quella in cui, in realtà, fa riferimento la notizia. Questa volta, nella redazione di sportnewsimmagini.it non abbiamo resistito alla tentazione di datare il nostro articolo a Torino, cadendo nella nostalgia dei bei tempi di inizio anni Novanta quando la Lancia dominava i rally italiani europei e mondiali, proseguendo una trazione iniziata sul finire degli anni Sessanta con la Fulvia HF, proseguita nel decennio successivo con la Stratos e ancora negli anni Novanta con le varie versioni della Delta. Quandi ci siamo immaginati essere dentro le officine Abarth di Corse Marche a Torino a parlare del ritorno della nuova vettura dell’elefantino a caccia di lustro e gloria in mano dei privati: Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. Ma così non è e con la poetica nostalgica non si fa informazione. La notizia, infatti, è che i quattro rally in programma nel fine settimana vedranno al via una Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale. E se al Mille Miglia di Brescia, scattato in queste ore, la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale è la vettura “ufficiale” nelle mani di Andrea Crugnola, affiancato da Luca Beltrame, che ha portato al debutto la vettura al Rally dei Laghi, vincendolo, nel marzo scorso (il varesino è all’ottava gara stagionale con la Ypsilon, avendo collezionato cinque vittorie di cui tre nel CIAR) per Gianluca Tavelli-Niccolò Cottellero #8 al 41° Rally Città di Torino, Maurizio Rossi-Paolo Zanini, addirittura #1 al 10° Rally Val d’Aveto, Fabio Pinelli-Filippo Caturegli #5 al 44° Rally di Casciana Terme, si tratta del debutto assoluto. Uno dei tre piloti che saranno al via con la Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale nel fine settimana è Gianluca Tavelli, canavesano 42 anni, pronto ad affrontare al via nella gara di casa il 41° Rally Città di Torino che lo vede scattare al semaforo verde per la quindicesima volta. “Sono andato alla presentazione della vettura il 21 novembre dello scorso anno a Satory, vicino a Parigi, la sede di Stellantis Motorsport e mi ha convinto subito. Ho capito che è una vettura fatta bene, e non potevo che non innamorarmene vista la mia passione per il marchio Lancia. D’accordo con mio fratello Maurizio (i due gestiscono la Special Car di Castellamonte, azienda specializzata in preparazione, gestione e noleggio di vetture da competizione) l’abbiamo ordinata immediatamente”. Compiuto il primo passo (ordine e pagamento) sono trascorsi quasi dieci mesi prima che la vettura arrivasse nel garage di Castellamonte. “In effetti abbiamo dovuto aspettare fino a mercoledì scorso e non ho avuto la possibilità di farci nemmeno un metro sopra. Io e la Ypsilon cominceremo a parlarci sabato (5 settembre) nel corso dello Shake Down del Città di Torino”. Un acquisto così impegnativo (la FIA ha stabilito un tetto massimo di 250.000 per le vetture di categoria WRC2/Rally2, più IVA, ma con ricambi e accessori la cifra è destinata a crescere) non può essere solo un gioco, ma deve anche essere un investimento. “Certamente ho acquistato la Ypsilon Rally2 HF Integrale come pilota appassionato, ma anche per permettere alla nostra azienda di avere nel suo portfolio una vettura che sicuramente nell’immediato futuro sarà molto apprezzata da chi corre in prova speciale. Appena arrivata in officina ho messo delle foto sui social e ho avuto riscontri positivi con un paio di piloti che già mi hanno chiesto di incontrarci per eventualmente affittarla per una gara del prossimo futuro”, afferma Tavelli. “Per quanto riguarda le mie ambizioni nella gara di questo fine settimana sono molto prudenti: voglio innanzitutto divertirmi e poi cominciare a prendere confidenza con i suoi meccanismi e le sue reazioni che sono sicuramente diversi dalla Škoda Fabia, prima S2000, poi Rally2 che ho usato negli ultimi dieci anni. Inoltre dovrò togliere la ruggine anche ai miei meccanismi di guida visto che sono fermo da un anno esatto, dal Torino 2025”. Grande appassionato di auto ed in particolare di Lancia, non ha mai corso con vetture del marchio torinese, anche se nel suo palmares ci sono successi con auto della costellazione Stellantis, come la Peugeot 208 R2 con la quale nel 2016 ha vinto il Trofeo del Leone, risultato che gli ha portato in dote la partecipazione al Rally di Monza con la Peugeot 208 T16 R5 ufficiale, all’epoca la massima espressione delle vetture da rally, portata anche in quell’anno al titolo tricolore dall’accoppiata Paolo Andreucci-Anna Andreussi. “È vero che non ho mai avuto occasione di guidare una Delta. Quando ho iniziato a correre nei rally nel 2008 l’epoca Delta era tramontata, ma anche per quelli della mia generazione era un mito, visto che era la vettura che ammiravamo di più quando a metà anni Novanta le vetture facevano tappa per riordini e assistenza a Cuorgné e dintorni”. Tavelli e Cottellero sono pronti per scattare domani al via del loro Rally Città di Torino, così come Maurizio Rossi-Paolo Zanini, al Val D’Aveto e Fabio Pinelli-Filippo Caturegli al Casciana Terme, mentre Andrea Crugnola ha già dato la prima zampata vincendo il primo passaggio sulla Pertiche pomeridiana
Elio Magnano diventa maggiorenne al 23° Rally Italia Sardegna

Ventunesima partecipazione per il reporter cuneese, che si prepara ad affrontare la sua seconda sfida iridata stagionale, dopo il Monte-Carlo di gennaio. Testo di Tommaso M. Valinotti; nella foto di apertura: il pinnettu del Monte Lerno. Foto archivio Magnano / Sport News Immagini. REVELLO/ALGHERO, 2 settembre 2026 – Non veniteci a contestare che da ormai mezzo secolo in Italia la maggiore età si raggiunge al compimento del diciottesimo anno. Rallisticamente parlando, soprattutto per un fotografo di lungo corso come Elio Magnano, la ventunesima presenza alla stessa gara iridata, prestigiosa come il Rally Italia Sardegna, è un traguardo che vale la pena di festeggiare. “Se consideriamo che di Rally Italia Sardegna ne ho persi solo due, mi sembra di meritare la medaglia di fedelissimo della gara iridata sarda”. In effetti il tabellino presenza in terra sarda di Elio Magnano fa invidia a gran parte degli appassionati di rally. “Ho perso la prima edizione del Rally Italia Sardegna, nonostante avessi iniziato la mia attività di fotografo da anni ed avessi già fotografato molte gare del mondiale a partire dal Sanremo e Monte-Carlo. Ma il 2004 fu un anno difficile a livello personale e, in quel momento, i miei pensieri erano distantissimi dalla trasferta sarda” ricorda Elio Magnano. Che, però, già nel 2005 porta le sue Nikon sugli sterrati sardi per iniziare un matrimonio che dura ancora oggi. “Tornato dal Sardegna 2004, mio fratello Guido me ne parlò con tale entusiasmo che mi convinse ad effettuare la trasferta l’anno successivo”. In quel periodo Elio Magnano viveva a Bagnolo, località a pochi chilometri da Saluzzo, uno dei santuari nazionali del rallismo, paese in cui la locale scuderia Bagnolo Corse era impegnata attivamente su più fronti, collaborando all’organizzazione del Rally della Pietra di Bagnolo cui partecipavano numerosi equipaggi iscritti alla scuderia. E quando non correvano i bagnolesi seguivano da spettatori i più importanti rally a livello nazionale. “Mio fratello e suoi amici di Bagnolo erano arrivati in Sardegna alcuni giorni prima della gara, per cominciare la festa in anticipo. Io invece presi il traghetto e arrivai a Olbia il 27 aprile, il mercoledì prima della gara. Al porto trovai ad aspettarmi tutta la banda dei bagnolesi che avevano già organizzato la mia trasferta nei minimi particolari. Non dovevo preoccuparmi di nulla. Solo scattare foto di grande impatto da inviare al mensile per cui lavoravo”. Elio Magnano trovò ad accoglierlo la casa affittata a Berchidda da condividere con il gruppo bagnolese, vicinissima alle prove speciali. “Non ebbi nemmeno la necessità di fare le ricognizioni, visto che nei giorni precedenti loro avevano già solcato le prove all’interno del parco. Ovviamente si erano divertiti come bambini affrontando i salti (un classico della gara sarda) come i piloti del mondiale. La Peugeot 208 di mio fratello al ritorno dalla Sardegna era ridotta molto male”. E finalmente comincia la gara. “Il ricordo maggiore di quella esperienza è il caldo patito che probabilmente ha eguagliato quello che abbiamo sofferto nell’estate non ancora terminata. Ricordo che usciti dalla classica speciale del Monte Lerno, trovammo sulla strada dei contadini che con un idrante innaffiavano le macchine degli spettatori per ridurre la temperatura nell’abitacolo diventato un vero forno. Fu un vero sollievo”. Elio Magnano nelle sue preferenze non evidenzia un’edizione in modo particolare. “Tutte le edizione del Sardegna sono state fantastiche, è impossibile redigere una classifica. È una gara che gode della bellezza del territorio, non solo nel parco forestale, ma anche nella regione in cui si svolge. La terra delle prove speciali è fantastica, e gli spettatori italiani, orfani delle prove toscane del Sanremo, hanno il palato fine riguardo alle prove sulla terra. Le speciali sono fantastiche, spettacolari, perfette nel fondo curato certosinamente dalla forestale che gestisce i parchi. Poi si degradano, con il passare delle vetture, ma sono un’esperienza incredibile sia per chi è nell’abitacolo, sia per chi segue il rally a bordo strada”. Su un altro punto a favore del Sardegna Elio Magnano non ha dubbi. “L’ospitalità della gente. Capita spesso di essere invitati dai locali che abitano vicino alle prove speciali che stanno arrostendo il porceddu. L’invito a sedersi a tavola è perentorio e un bicchiere di cannonau accompagna sempre il pasto”. Un ricordo che ancora oggi fa sorridere Elio Magnano è accaduto al termine dell’edizione del 2012. Il Sardegna è sempre stato una gara tardo primaverile. Nel 2012, alla sua nona edizione, la gara si spostò oltre la metà di ottobre. “Finita la gara avevo la domenica libera. Mi dissi: ‘Sono in Costa Smeralda, uno dei luoghi che ha la maggior concentrazione di VIP al mondo e così mi sedetti in un bar della celebre Piazzetta di Porto Cervo, in quel momento deserta visto che la stagione turistica era terminata. Mi concessi un cappuccino accompagnato dalle seadas, il tipico dolce sardo a base di semola, formaggio pecorino e miele. Una prelibatezza”. Elio Magnano sostiene di aver dimenticato il costo della colazione “salato come fossimo a ferragosto”, ma è un ricordo anche quello. E ne è valsa la pena. Passando al lato agonistico Elio Magnano non ha dubbi sul fatto che i Re del Sardegna siano i due Sébastien che insieme hanno conquistato nove vittorie: cinque per Ogier e quattro per Loeb. “È stato soprattutto il pilota di Gap ad impressionarmi. Non solo per le cinque vittorie assolute, ma per quello che ha fatto quando non aveva una top car, in particolare nel 2012 quando vinse la classe S2000 con la Škoda Fabia, superando il compagno di squadra Andreas Mikkelsen, assoluti dominatori della categoria. Si capiva che Ogier era un campione e l’anno successivo la Volkswagen lo promosse nella categoria maggiore e in Svezia colse la sua prima vittoria iridata. Un vero predestinato”. Mentre mancano quattro settimane al grande evento iridato della Sardegna, Elio Magnano ha già pronte valigie e zaini per macchine fotografiche ed accessori. E si prepara a rivere l’atmosfera sarda non solo del rally, ma anche del contorno, come magari una passeggiata sulla spiaggia dalla sabbia dorata della Gallura, una foto ricordo in un Pinnettu